1. Mano di una dona


    Data: 07/01/2020, Categorie: Etero Autore: torromato

    Lappai quell’acqua, avevo sete e poi non ero altro che una cagna e mi piaceva……loro parlavano, conversavano del più e del meno, la lingua purtroppo non la conoscevo ero diventata un animale che non capiva il linguaggio degli umani, ma solo il tono e i loro gesti….cagna e niente altro. Ero li in ginocchio che aspettavo ordini con la mi ciotola dell’acqua, avevo distolto lo sguardo per un momento dai miei padroni e quando lo rialzai, vidi Natalia che mi guardava, il suo gesto,
    
    “Qua, vieni qua”
    
    E io, feci per alzarmi ma il suo sguardo mi fulminò e capì, così a quattro zampe mi diressi verso la poltrona dove lei era seduta. Un immagine unica, Clara avanzò a quattro zampe con la sua figura flessuosa, la catenella ai sui suoi fianchi spiccava in tutta la sua bellezza, un filo in oro, che cingeva la sua vita, con quella medaglietta che segnava la proprietà, apparteneva a lui e niente altro e una volta a fianco della donna questa iniziò ad accarezzarle la schiena e le sue parole furono uniche
    
    “ Vedete, è una cagna perfetta, il Paron l’ha educata bene”
    
    e così
    
    “ Sulla pancia avanti “ e lei, Clara si mise sulla pancia, i suoi seni spiccavano , grossi e pieni, socchiuse leggermente le gambe, spiccarono le sue grandi labbra, gonfie e bluastre, aveva una figa unica, da animale in calore…. Si mise sulla pancia, e Natalia continuò ,
    
    “Guardate basta toccarla e va subito in calore, lei vuole solo essere riempita e umiliata e alla prima occasione si prepara alla volontà ...
    ... del padrone di turno”
    
    Ora aspettava, e uno dei sue ospiti, la donna, che non l’aveva ancora degnata di uno sguardo si alzò in piedi e si diresse verso di lei. Una femmina con un paio di jeans aderenti e una maglietta che le stava come una seconda pelle, si avvicinò a lei e fece scorrere le mani sul suo corpo, ….polpastrelli leggeri, un tocco d’ali di farfalla, sembrava volesse assorbire il profumo della sua pelle, quelle mani, quelle dita la stuzzicarono , giocarono con i suoi capezzoli provocandole brividi unici, sentiva di nuovo la voglia pervaderla, e poi quelle dita andarono versi il basso dove c’era la sua figa, la sua figa gonfia e tumefatta…….furono sulle sue grandi labbra, sfiorarono il bottoncino,,,e quel toccamento la fece mugolare, quella donna ci sapeva fare, sapeva come attizzare la sua voglia…..ma quella donna non si fermò. Continuarono quelle dita, …lei sapeva che doveva lasciarli fare, ma il piacere di nuovo si stava affacciando nel suo corpo….una falange si fece strada in lei, e lei quasi automaticamente aprì ancora di più le gambe che teneva dischiuse, tirò su le ginocchia così come per permettere a quel dito di farsi strada in lei con più facilità, centimetro dopo centimetro, ora la possedeva e….non era finita, a quel dito si unì un altro, ora non sapeva dove guardare, i suoi occhi incontrarono quelli di Natalia che scostatasi dalla poltrona la stava guardando…capiva che doveva lasciare fare, era l’oggetto , il loro trastullo e quella donna continuò ...
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