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Mano di una dona
Data: 07/01/2020, Categorie: Etero Autore: torromato
... sapeva,che quasi quel suo gesto era un invito e non lo seppe mai se quelle gocce le aveva lasciate appositamente per esaltare il suo masochismo. Il ciaf dello scapaccione non la prese alla sprovvista, lo aspettava, ma il bruciore di quello schiaffo dato sulle sue natiche fu unico, perché sapeva che se lo era andato a cercare, masochismo e voglia di sottomissione si sommarono in quel momento e un piacere perverso la pervase. Rimasero sole in quella stanza lei in ginocchio col culo all’aria, mentre l’altra la sovrastava. Furono ferme , immobili, poi Clara senza fiatare si alzò in piedi massaggiandosi il culo, i loro sguardi si incontrarono, un rapporto strano, e poi la schiava si diresse giù da basso verso l’uscita, sapeva che fuori l’aspettavano e scendendo le scale ripensò a quegli attimi passati in precedenza…ma da quando….da quando ebbe il brivido, si un brivido scese lungo la sua schiena, un brivido dato dall’occhiata di Natalia quando fece per alzarsi quando la chiamò alla poltrona vicino a lei, In quell’attimo la sua sottomissione fu unica, …..Camminai come un animale su quel pavimento di legno, sapevo che mi guardavano e accentuai il movimento flessuoso dei miei fianchi, ero a quattro zampe, le mie tette erano uniche , pesanti, non più gonfie ma rispetto al mio magro busto erano ancora massicce con i capezzoli turgidi e eccitati. Fui accanto a quella poltrona, la mano di Natalia scivolò lungo la mia schiena andando a giocherellare con la catenella che portavo ai ...
... fianchi e poi il suo ordine, un ordine che mi fece provare una felicità unica nell’annullarmi…..” Sulla pancia” e io mi girai mi misi sulle pancia mostrandomi, è vero lui mi era girato attorno, aveva guardato ogni centimetro del mio corpo nudo, ma ora speravo fosse la donna, quella donna che non mi aveva degnato di uno sguardo, volevo lei che mi guardasse, ero come indemoniata mi piaceva. Poi fu la volta di quella donna, pantaloni aderentissimi e un paio di stivali da cavallerizza, sembravano jeans ma non capivo, e lei si accucciò a fianco il mio corpo, e le sue mani iniziarono a danzare sul mio corpo, aveva i polpastrelli leggeri, ci sapeva fare , scivolarono lentamente, si fermarono a giocherellare con i miei capezzoli e io quasi a incitarla per andare giù in basso socchiusi le gambe tirando su le ginocchia, sapevo che mostravo tutto ma non mi interessava anzi quelle dita quando iniziarono a forzarmi mi fecero aumentare i brividi…Quelle dita, iniziò con la falange del suo dito indice, una carezza, uno sfioramento sulle mie grandi labbra gonfie , poi via via sempre più a fondo e iniziò ad entrare , quel dito fu un me, e subito un altro si avvicinò a lui per poi un altro ancora, ora la sua mano era a cuneo nella mia figa, e io quasi ad agevolarla cercavo di allargarmi di più per poi alla fine sfiorare quell’avambraccio con le mie mani nel tentativo di spingerlo più a fondo verso di me. Un effetto indicibile, dovevo fare spazio alle sue nocche e …pisciai e pisciai, volevo essere ...