1. Mano di una dona


    Data: 07/01/2020, Categorie: Etero Autore: torromato

    ... lei sentendo quelle parole ne rimase basita.
    
    Una cintura di castità cosa? Come? , L’unico ricordo per quel tipo di cintura era averla vista in alcune foto che parlavano del medioevo, ventre e culo quasi tappati se non per una grata fatta per far passare i suoi liquidi o i suoi solidi. Paura e eccitazione si sommarono in lei, poi come il piacere era venuto lentamente si allontanò da lei lasciandola disfatta su quel pavimento fatto di listelle di mogano lucido, era li immersa nel suo piscio. Loro i suoi padroni del momento si alzarono e uscirono, lasciando il compito a lei di pulire il suo piscio….” Asciuga tutto, e porta le tazzine del caffè in cucina, e se non lo farai bene userai la lingua” parole di Natalia che giunsero a lei da una lontananza ovattata mentre era ancora in quel mezzo nirvana dato dal piacere appena passato. Non le interessava altro, la ricerca del piacere, si stava concentrando su quella e…si, se lo sentiva sarebbe uscita a battere per la strada per avere cazzi e continuare ad essere schiava di quelle sensazioni uniche, date da quelle scosse che si irradiavano da suo ventre e da quel senso di sottomissione che sentiva di avere verso le persone che si divertivano con il suo corpo. Calma, ora la stanza era vuota, loro erano andati a vedere i cavalli che dovevano essere caricato sul camper assieme a lei e si trovò sola…….Si riebbe lentamente, quel servizio che le avevano fatto, l’aveva sconvolta, era in un lago di piscio e suo piacere, e lei era seduta in ...
    ... mezzo, con estrema fatica si alzò, raccolse le tazze e i bicchieri sul vassoio e scese in cucina, ormai girare nuda non le faceva nessun effetto, anzi quel senso di schiavitù e di appartenenza a lui, a lui che voleva girasse così le piaceva e la eccitava. Giunta in cucina chiese uno straccio, uno straccio per asciugare il suo piscio. La donna , quella cuoca sembrava lo sapesse e chiese il motivo e lei….
    
    ” La cagna Clara ha goduto sotto le mani degli ospiti del Paron e se l’è fatta addosso, chiede umilmente uno straccio per asciugare il suo piscio sul pavimento”
    
    Vide nel volto di quella donna un lampo e quasi un sorriso di vittoria e
    
    “ Scopa e straccio sono li, vai pure su dopo vengo a controllare, e se trovo solo una goccia sul pavimento la raccoglierai con la lingua e due scapaccioni sul tuo bel culo non te li potrà levare nessuno”
    
    Abbassò la testa, in segno di sottomissione, fare i mestieri come li chiamavano li non era il suo forte, ma ormai si doveva adeguare……raccolse così il suo piscio e ciò che le era sgorgato dalla figa e mentre ormai era contenta della sua opera, la cuoca fu dietro a lei, era venuta per controllare….e con un sorriso unico le indicò alcuni segni rimasti sul pavimento….
    
    ” Sai cosa ti ho detto esegui”
    
    E Clara come un automa si inginocchiò nuovamente su quelle listelle di legno e leccò, la sua lingua scivolò su quelle poche gocce rimaste su quel legno avidamente, passò e ripassò aspettando i colpi sul suo culo, piegandosi lo espose , ...