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Grosso? te lo sei preso tutto in un attimo, sei proprio spanata polly
Data: 09/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo
... inginocchia, Polly… Inculiamola insieme la Polly… no, non gli fai male, è abituata Polly… etc.”. Sapevo che accadeva anche quando i Maschi si riferivano a me in mia assenza, indifferentemente al maschile o al femminile, parlando fra loro: “Polly è una vera troietta… vieni, andiamo a cercare Polly… chiamami Polly che ho voglia… Polly si mette subito nudo, non glielo devi neppure dire, le hanno insegnato bene a Polly… le sono venuto sempre dentro alla Polly… ha il culo spanato, Polly… Le sono entrato fino alla merda alla Polly… Le ho infilato una bottiglia a Polly… Polly si fa fare tutto, pensa le ho pisciato in bocca e nel culo alla Polly, prova anche tu… alla festa l’abbiamo scopato tutti quanti Polly… eravamo almeno una dozzina, strillava come una sirena, l’abbiamo sfondata la Polly… Polly si è vestito da donna… cerca Polly che ci sta con tutti… sapeste che mutandine aveva la Polly… Polly mi ha ripulito il cazzo, sopra c’era di tutto!”. Era diventato un appellativo di dominio pubblico anche se, come ho già detto, le persone “normali” pensavano fosse semplicemente una pratica abbreviazione. Alcuni di questi mi chiamano così ancora adesso, ignari. Presi le cose che mi servivano, ero solo in casa e dovevo mangiare, io lo avevo notato ed ero rimasto colpito dal fisico, ma non immaginavo nulla più di questo. Ci incrociammo e feci l’indifferente lui, invece, si mostrò interessato: “Polly? Ma è il tuo nome?”. “Beh, non proprio, però mi chiamano così”, non riuscii a ...
... dire altro, arrossendo come un scolaretta. “Ah… probabilmente c’è un motivo…” terminò maliziosamente mentre continuava a scaricare. Il giovane cassiere del minimarket, udì ed ammiccò, mentre pagavo fece una battuta: “Occhio Polly, che se è tutto in proporzione ce l’ha grosso come un braccio”. Profetico. Gli strizzai l’occhio, del resto lui sapeva benissimo il perché del mio soprannome, aveva partecipato ad un po’ di “feste” e anche nel negozio, dopo l’orario di chiusura, gli facevo i pompini e gli davo il culo, da molto tempo e con una certa regolarità, a volte partecipava il figlio del titolare. Erano bravi ragazzi, con loro lo facevo volentieri. Tornai a casa dove mi preparai qualcosa. Circa mezzora dopo stavo sistemando le poche stoviglie che avevo usato e squillò il campanello. Andai al portone e quando mi affacciai, a pochi metri da me, fuori dal cancello che dava sul piccolo giardino c’era lui. Mi venne un tuffo al cuore: “E adesso cosa vuole questo qua?”, pensai inizialmente che dovesse lasciare un pacco anche se non mi sembrava che qualcuno avesse ordinato qualcosa. “Ciao Polly, mi chiamo Arnold, perché non mi fai entrare?” mi chiese. “Perché, devi darmi qualcosa?” domandai dubbioso, però premetti il tasto dell’apertura del cancello. “Si, io ce l’avrei qualcosa da darti”. Lo feci entrare. Appena in casa: “Ti chiamano Polly eh… un nome da femminuccia, sono convinto che un motivo ci sarà…” continuò sorridendo. “Mi sembra un ...