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Grosso? te lo sei preso tutto in un attimo, sei proprio spanata polly
Data: 09/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo
... voglia!” risposi (se le sapessi tutte, carino). Mi disse di scendere dal furgone, lo feci, lui mi seguì guardandosi attorno con circospezione, aprì il portellone laterale e mi fece cenno di entrare. Ci rinchiudemmo dentro, c’era totale visibilità perché il portello posteriore aveva i vetri che, pur coperti da una pellicola bianca, facevano trapelare la luce. Vuoto, non c’era più merce da scaricare, prese un telo che era piegato da una parte lo allargò in parte e lo distese a terra, una sorta di lettino. La tutta da ginnastica volò via, in un secondo ero nudo. “Che rapidità! Si vede che sei abituato… girati, fammi vedere il culo…?” disse lui. Veci una giravolta su me stesso. “Bello… piegati, allarga le chiappe… brava puttanella… che bel buchino rosa che hai, si vede che viene usato… bagnati il dito poi infilalo dentro… aspetta, stai scomodo? Mettiti giù sulle ginocchia, alla pecorina… il dito, ancora, più dentro… metticene un altro… guarda come entrano, muovili, avanti e indietro… ti piace eh…”. Stavo lì, nel retro di un furgone in aperta campagna, senza nulla addosso e con le mie dita nel culo mentre lui era ancora vestito di tutto punto, non se l’era ancora neppure tirato fuori. Sembrava addirittura che non ne avesse l’intenzione, si limitava a guardarmi ed a dare ordini. Effettivamente mi stavo eccitando. “Dai fammi vedere, infila il terzo… poi fai su e giù…” misi il terzo dito nello sfintere senza battere ciglio: “Ah ah ah! Bravo ...
... ragazzino… sei proprio aperto come una troia… ora togli le dita che ti riempio io!”. Era dietro di me, non lo vedevo, udii la lampo che scendeva ed i pantaloni che scivolavano a terra, si inginocchiò dietro di me, mi sputò sul buco, io trattenevo il respiro, non avevo visto il suo cazzo ma ero convinto che fosse una bestia. Avevo ragione, lo appoggiò un attimo me lo buttò dentro, wrooom! Tutto assieme, in un istante, come un treno. Tutto a pelle, neppure per l’anticamera del cervello un preservativo. “Cavolo come è entrato!” disse, quasi sorpreso. Istintivamente cercai di spostarmi in avanti come per sfuggire a quel pilone, ma mi teneva saldamente e non mi spostai di un millimetro, andò avanti nel suo movimento, slabbrandomi e stirandomi le crespe, aprendosi la strada implacabilmente. “Ahh… fai piano… è grosso…!” gemetti io, dolore e piacere. “GROSSO? TE LO SEI PRESO TUTTO IN UN ATTIMO, SEI PROPRIO SPANATA POLLY… sono ventitré centimetri di lunghezza e diciannove di circonferenza, misurato preciso da una checchina come te, che ho inculato a sangue…” rispose lui mentre lo teneva fermo dentro di me, prima di iniziare a muoversi voleva che lo sentissi bene in tutta la sua maestosità. Era ben più lungo di quello del “padre di famiglia” ma appena meno largo, di poco, forse un centimetro. Mi afferrò i fianchi, respirò forte poi inizio a pompare, pum, pum, pum, ancate potenti, avanti e indietro per tutta la lunghezza del membro, lasciava dentro solo la cappella e poi giù ...