1. Grosso? te lo sei preso tutto in un attimo, sei proprio spanata polly


    Data: 09/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo

    ... nome normalissimo” dissi, anche se ormai avevo capito cosa voleva “darmi”.
    
    Gli domandai se il cassiere gli avesse detto qualcosa su di me: “Non serviva, ti ho inquadrato subito, ho visto come mi osservavi, però gli ho chiesto dove abiti, lui mi ha guardato strano poi me l‘ha spiegato e mi ha detto anche che a quest’ora saresti stato solo in casa. Tu non mi hai visto ma ti ho seguito fino qui. Ho finito il giro e sono venuto perché, secondo me, ti chiami Polly perché sei una fighetta e lui lo sa”.
    
    Arrossii ancora, pudicamente, ovviamente si accorse dalla mia espressione di aver colto nel segno: “Secondo me tu lo prendi nel culo e te l’ha fatto anche lui, sei una puttanella facile facile”, allungò la mano e mi afferrò incastrandola fra le chiappe, aveva una presa ferrea. Indossavo una tuta da ginnastica leggera senza mutande e sentivo le sue dita come se non ci fosse nulla.
    
    “Chi ti dice che sia facile?” lo provocai, già eccitato dalla manona che mi frugava, praticamente confermando che lo prendevo nel culo.
    
    “Puttanella sei di sicuro… Andiamo, non ti sei tirato indietro e si vede lontano un miglio che ti fai sbattere” strinse ancora di più la presa.
    
    “Okay, va bene, ma non stringere così forte Arnold. Non possiamo stare qui, fra un po’ arriva mia madre” ovviamente lo stavo per dare anche a lui, il culetto facile.
    
    Insisteva, curioso: “Ma allora, te lo mette nel culo quello del negozio?.
    
    “Uffa! Si che me lo mette”. Per un secondo feci un broncetto alquanto ...
    ... femminile.
    
    “Mhh…. Vieni via con me, sul furgone, ho finito di consegnare e facciamo un giro”.
    
    “Aspetta”.
    
    Andai un attimo in bagno, mi lavai le parti basse, mi profumai e indossai un paio di minuscoli slippini azzurri sotto la tuta. Pronta.
    
    Mai una volta che dicessi di no, inoltre in questo caso, anche se prendevo già tanti cazzi questo mi piaceva ed era un bestione perfetto per alimentare le mie fantasie di sottomissione (tanto per cambiare).
    
    Gironzolò un po’ per le strade attorno al paese, mi disse che quello per lui era un percorso nuovo, aveva sostituito un collega indisposto, mi domandò ancora del cassiere ed io gli rivelai che lo aveva guardato strano perché chi domandava di me, nella maggior parte dei casi non aveva altri motivi per farlo che quello di mettermelo nel culo, ovviamente i Maschi paesani non dovevano chiedere nulla e lui era uno di questi, loro sapevano benissimo cosa fare.
    
    Discorremmo ancora un po’, lascivamente parlò di inculate e pompini, tanto per alzare ulteriormente la temperatura. Mi disse cha andava soprattutto con le femmine ma i froci (usava spesso questa parola, allora nessuno si faceva problemi ad adoperare certi termini) gli piacevano parecchio perché quelli che aveva trovato lui facevano di tutto, erano molto più maiali e troie delle ragazze che si incontrano normalmente.
    
    Gli avrei confermato che era vero.
    
    Fui io a dirgli dove andare, nella solita stradina in mezzo ai rovi.
    
    “Ti ci hanno già portato qui?”.
    
    “Hai ...
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