-
Grosso? te lo sei preso tutto in un attimo, sei proprio spanata polly
Data: 09/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo
... di nuovo fino in fondo, il massimo. Gemevo di continuo, con un forte miagolio alquanto femminile, mentre mi soffiava nelle orecchie mi disse che piagnucolavo come una ragazza. Ma in quel momento “ero” una ragazza. Il mio insignificante pisellino, che aveva già perduto l’erezione, gocciolava, il culo era bagnato come la figa di una scrofa. Inizialmente mi reggevo sui gomiti, adesso avevo ceduto appoggiando la testa al telo, solo il culo era più in alto mentre veniva arato senza tregua. Ora ansimavo e gemevo con la bocca aperta, ci infilò le dita delle mani, da una parte ed dall’altra, stringendomi le guance come il morso per un cavallo e pum, pum, pum, sussultavo ad ogni spinta, a ritmo con lo schioccare delle natiche sbattute dal suo ventre, lo tirava fuori un momento, ci sputava sopra e lo rimetteva dentro immediatamente, pum, pum, pum. Ogni volta con rinnovato vigore, come se ricominciasse da capo. “Mi è sempre piaciuto sfondare i frocetti come te… spaccarli in due… fin da ragazzo. Ne ho fatti urlare!” si vantò mentre cambiava il ritmo dei colpi. Prima lentamente poi più velocemente, poi ancora lentamente, di nuovo velocemente e via così, potentissimo. Pum, pum, pum. Sentivo gli organi interni vibrare ad ogni spinta. Un deliquio. “Cazzo… così mi squarti… basta, dai… ti faccio venire con la bocca…” lo implorai e si che ne avevo presi di cazzi implacabili ma quello li superava tutti. Ero già pentito di quello che avevo detto, mi ero permesso ...
... di chiedergli di tirarlo fuori, impensabile per uno come me, schiava nata. Ma lui non se ne era neppure accorto e non aveva alcuna intenzione di smettere, non finiva mai, sbuffava come un mantice. Non contento iniziò a sculacciarmi, pacche rumorosissime. “Ahi… fai piano… sculacciami pure ma non così forte…”. Si vedeva che provava un grande piacere a prendermi in quel modo, a dominarmi e schiacciarmi, godeva come un porco. Andò avanti, ancora e ancora, persi la nozione del tempo e dello spazio, avvinghiato a quel telo, del mio corpo avvertivo solamente l’antro dove si muoveva instancabile lo scettro di quel Maschio prepotente e la natiche infiammate dai colpi. Mi bruciava tutto. I cazzi così grossi sono impegnativi, non è la solita scopatina, ogni volta lasciano il segno, questi Maschi padroni che pretendono così tanto dalle loro schiavette sono difficili da servire ma soddisfacenti, mi lamentavo automaticamente ma in realtà quello è il non plus ultra del godimento, l’essenza stessa dell’inculata, del buco di culo asservito ed utilizzato a piacimento dal Maschio che copre la sua cagnetta senza alcun riguardo, sei una sua consenziente e felice proprietà. Dopo un tempo infinito venne, con una serie di scrosci, riempiendomi l’intestino, un clistere di sborra. Avvertivo gli spasmi ad ognuno dei quali corrispondeva uno schizzo profondo. Si fermò, lasciò scolare le ultime gocce di sborra, poi: “Adesso si che lo tiro fuori”. Non gli era neppure venuto ...