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Il tarlo della gelosia
Data: 13/01/2020, Categorie: Etero Autore: iprimipassi
Quel pomeriggio, Federico non faceva altro che girare nervosamente per la sua stanza. Si era ripromesso di mettere un po� d�ordine tra le scartoffie che affollavano la scrivania e le mensole ma, in diversi minuti di inconcludente lavoro, l�unico risultato che aveva ottenuto era stato quello di consumare le suole delle scarpe.Non riusciva a non pensare a Clarissa, e la cosa lo mandava in bestia, ancor più dello stesso atteggiamento apparentemente beffardo della ragazza.I due si conobbero poche settimane prima in un negozio del centro. Lui era intento a scegliere una camicia fra le tante in esposizione e lei, piombandogli alle spalle, con la sua voce suadente, gli aveva suggerito: �Fossi in te prenderei quella blu alla tua destra�.Lui l�aveva guardata per alcuni istanti, scavando nella sua memoria alla ricerca di quel volto. Non trovò alcuna corrispondenza, ma rispose come se la conoscesse da tempo: �Tu dici?�. Lei gli sorrise, prima di rimarcare: �Decisamente! Non vorrai mica prendere quell�obbrobrio che hai in mano!�. �Dai, non è così brutta�, replicò Federico, tenendo sollevata la gruccia con la casacca verde militare e guardandola da diverse angolazioni. �Dipende, per un settantenne non è male. Ma per un� trentenne? E� schifosa!�. �Hai occhio. E, per essere una� ventiduenne? Sei anche parecchio intraprendente!�. �Lo prenderò come un complimento. Anzi, due complimenti, visto che di anni ne ho ventisei. Piacere, Clarissa�, gli disse, tendendogli la mano. Lui gliela strinse ...
... con decisione. �Federico, trentun�anni, piacere mio�. Un brivido gli attraversò la schiena durante quel primo contatto.Successivamente, sfruttando l�alibi di sdebitarsi del consiglio ricevuto in precedenza, il ragazzo la invitò in una gelateria a pochi isolati di distanza. Durante il consumo di un cono medio, Federico non riusciva a distogliere lo sguardo dalla lunga e snodata lingua della ragazza appena conosciuta, mentre la stessa leccava avidamente il cioccolato che colava lungo la cialda.Neppure un�ora dopo, i due erano avvinghiati sul letto di Federico, impegnati in un coito talmente brutale che, più che un amplesso, pareva una lotta. Il ragazzo la riempì in tutti i suoi buchi. Lei sembrava non averne mai abbastanza, ma anche lui era instancabile. Solo quando furono entrambi completamente sfiniti e a corto di fiato, riuscirono a scambiare qualche parola circa cosa facessero nella vita al di fuori di quelle lenzuola, ormai impregnate dei loro fluidi.Nei giorni successivi, non mancarono di incontrarsi altre volte, in teoria per parlare del più e del meno, per fare due passi, o per andare al cinema o a mangiare una pizza. Tutte le volte, però, i loro incontri finivano con interminabili ore di passione. Spesso, venivano addirittura meno ai loro programmi, per saltare il cinema o la passeggiata e rifugiarsi direttamente ora a casa dell�uno, ora in quella dell�altra.Quando erano insieme, Federico non riusciva a togliere gli occhi e le mani dagli abbondanti seni della ragazza, a ...