1. Sempre mia madre


    Data: 15/01/2020, Categorie: Etero Autore: Big66

    ... muovere polvere, mi avvicinai sicuro dal dialogo che continuava, e mi posizionai al buio nella camera di fronte a loro (in realtà, la mia EX camera da letto). Lo spettacolo era appena iniziato, ed avevo il biglietto in prima fila. Lui, con le mani accarezzava le sue gambe, alzando la gonna sino all’inguine. Lei lasciava fare... Sganciò il bottone della gonna, da dietro, e la fece scivolare ai piedi della donna. Le gambe erano effettivamente ancora belle, ben tornite, con un paio di slip, però, da lasciare il cazzo moscio anche al più bramoso fra gli amanti... roba da film anni ’20. Il tizio non parve farci caso, alzandosi e togliendo anche la maglietta elasticizzata. Il reggiseno apparve, e devo ammettere che faceva degna copia con gli slip. Ma dico io, mamma... ma come cazzo si fa, a presentarsi in quel modo alla persona che ti vuole fottere (e lo sapevi!)... mah... strana donna. In men che non si dica, anche slip e reggiseno vennero sfilati e slacciati, mettendo a nudo quella donna che evidentemente altro non aspettava. I capezzoli erano già turgidi, esattamente come li ricordavo io. Il seno sempre piacevole, legermente, forse, più abbassato; ma, probabilmente, mi sbagliavo io... non so... Il pube folto del pelo copriva la fonte del piacere e della mia messa al mondo. L’uomo, questa volta aiutato solamente in parte da mia madre, si spogliò in pochissimo tempo, rimanendo completamente nudo dandomi le spalle. Ben fatto, ancora ben sostenuto, muscoli a posto, da gente che ...
    ... lavora... Mia madre si sedette sul bordo del lettoe lui si mise di profilo, cazzo di fronte a lei. Strabuzzai gli occhi... un’asta del genere non me la aspettavo. Ancora coperto, il glande, dall’evidentemente abbondante prepuzio. Accarezzò i seni della donna, che mugugnò come una giovane manza da latte... Non potevo credere che stesse accadendo sotto ai miei occhi, tutto ciò. Lui, da bravo machio alfa, accarezzò le sue spalle, salendo ai capelli, alle orecchie; facendola cioè scaldare e bagnare. Avvicinò quell’asta alle sue labbra, che si schiusero e presero dentro il palo. Proseguì nell’affondo sino in fondo, facendo emettere alla donna un sordo verso strozzato in gola. Vedevo chiaramente le sue natiche che si contraevano, contemporaneamente ad ogni affondo. Lei non protestata, eseguiva e basta. Quando lo estrasse, aveva cambiato forma, angolazione e volume. Il glande scoperto, grosso e splendidamnente turgido, il cazzo puntato verso l’alto e di centimetri più lungo. Un vero cannone. Lei si stese sul letto. Copione già visto e vissuto, quindi... Lui si abbassò in mezzo alle cosce della manza, aprendole e ficcando dentro il viso. Lei partì in sospiri sempre più violenti, spasmi del corpo che la facevano sobbalzare. Una vecchia troia da tempo non scopata, insomma. Il collo si contorceva facendo muovere viso e capelli, occhi che parevano a volte sbarrati, altre chiusi... le mani tenevano ben salda quella testa fra le gambe, àncora del suo attuale piacere... Quando a lui parve il ...