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Sempre mia madre
Data: 15/01/2020, Categorie: Etero Autore: Big66
... momento, si stacco non senza fatica dalle mani e dall’inguine di mia madre, salendo sul letto ed avvicinando il cazzo alla vagina di lei. I movimenti non erano quelli di un amante, ma piuttosto di un uomo che di li a poco avrebbe goduto, e poi ripreso il lavoro quotidiano. Povera vecchia donna illusa... Appoggiò la cappella alle labbra, e senza dire nulla entrò sino in fondo. In un sol colpo. La vacca emise un urlo che lui soffocò ponendole la mano sulla bocca; si dimenava, lei, la testa da una parte all’altra, sempre coperta dalla mano del suo amante. Lui fermo, attendeva che quel momento tanto intenso calasse di intensità, per una donna non abituata a cotanto trattamento... E così fù. La mano si sollevò dalla bocca, laciando sul viso della donna un’espressione fissa, bocca spalancata, occhi strabuzzati, testa reclinata. La conosceva ormai bene, pareva... Iniziò quindi astantuffare lentamente, ridando vita a quel corpo sotto di lui. Ansimava, respirava irregolarmente, stringeva le lenzuola fra le mani, quella bocca sempre aperta... gli occhi però seguivano lui, il suo dio, colui che le aveva donato nuovamente la sua femminilità. I movimenti di lui non accennavano a diminuire di intensità, al contrario di quelli di lei, che aumentavano in ritmo ed escursione... il respiro molto breve, le mani a strappare ciò che avevano sotto. La troia non era evidentemente abituata ad esternare il piacere, ma solamente a regalarlo... moglie all’antica. Anche lui iniziò a rendere veloce il ...
... movimento, sempre più forte la stantuffata, sempre più sonoro il fondo corsa nella vagina della mamma. I suoi coglioni sbattevano come quelli di un toro, addosso alle cosce della mamma. Mai vista montata più verace, senza alcun regalo alle emozioni. Il respiro dell’uomo si fece profondo, pesante, i suoni profondi che uscivano dalla sua bocca aperta parevano disumani, bestiali. I due erano ormai fuori sincronia. Lui affondava senza più ritmo, lei aveva iniziato ad avere spasmi muscolari addominali, il collo contratto, il mento a spingere sullo sterno, i seni liberi a scuotere come sufflè sul punto di squagliarsi. Capezzoli completamente estroflessi, grossi e ritti come piccole falangi. Lui fu il primo a godere, con un urlo liberatorio seguito da altri sempre più brevi. Il corpo quasi fermo, il cazzo completamente dentro a mia madre, le natiche che colte da contrazioni stavano ad indicare le eiaculazioni. Lei, semplicemente bloccata in questa posizione contratta, espirando violentemente dalle narici, la bocca chiusa e contratta anch’essa... Si rilassarono in poco tempo, entrambi. Lei, allargando le cosce liberandolo da quella morsa intima di sesso ed umori; lui, adagiando il il bacino di peso su di lei, mantenendosi sollevato con le braccia. Estrsasse il membro ormai non più turgido dalla vagina di mamma, lasciando visibile una bava di sperma misto ad umori che resistette sino a spezzarsi, depositandosi sulle lenzuola. Io mi feci piccolo piccolo, sotto alla scrivania, nel buio, ...