1. Al vecchio mulino cap1 di 2


    Data: 16/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Zindo

    ... una panchina quasi di fronte alla casa, fingendo di leggere il quotidiano per tener d’occhio eventuali movimenti, sperando di vedere uno dei due coniugi e pensando al come fare e al cosa dire per propormi, arrivando anche ad ipotizzare di andare a suonare al loro campanello. Cosa che non feci solo perché non riuscii ad inventare una scusa per poterlo fare o, meglio, perché non riuscivo a trovare le parole giuste per propormi.
    
    Se è vero che a volte il pensare intensamente a qualcosa che si desidera fortemente finisce per condizionare gli eventi, deve essere stato anche per il mio bramare svisceratamente Marzia che il caso mi venne in aiuto. Quando avevo ormai perso ogni speranza e stavo per andarmene, dal cancelletto della casa uscì Anselmo: aveva nelle mani un sacchetto dei rifiuti. Si diresse verso i bidoni che erano sulla direzione opposta alla mia postazione. Subito mi alzai, più che per seguirlo, il passo fu veloce per raggiungerlo. Anche se non riuscii a farlo prima che lui giungesse ai bidoni, servì per trovarmelo di fronte, faccia a faccia quando lui, depositato il sacco, si girò per tornare a casa sua. Allora, con naturalezza artificiosa, finsi stupore ed esclamai “Ehi, ma tu sei Anselmo, vero? Mi riconosci? Sono…”
    
    Non mi fece finire, rispose “Ti riconosco sì, mica mi sono rimbambito. Quando sei arrivato?”
    
    “Beh da un bel poco di giorni ormai, tra poco devo ripartire, il lavoro chiama. Ti trovo in gran forma, sai. E la Marzia, tua moglie, come sta? E’ ...
    ... tanto che non la vedo più, è sempre bella come me la ricordo io?”.
    
    Mi guardò come a volermi scrutare dentro. Ebbi la netta sensazione che aveva capito tutto, cioè come se sapesse che io avevo conosciuto i fatti accaduti e che lo stesso sfottendo. Per un attimo mi trovai a disagio, poi però mi ripresi ed incalzai: “Perché fai quella faccia? Le è successo qualcosa? Sta poco bene?”. Probabilmente se aveva avuto sospetti sul mio fingermi ignaro dei fatti, questi si attenuarono un poco. Mi disse “Non so come te la ricordi tu, però piace ancora. Vuoi salutarla? Vieni, entra, è in casa…”
    
    Non potevo crederci. Il primo passo, il più difficile era stato fatto. Gongolavo di soddisfazione dentro di me. Ben lieto accettai l’invito ed entrai. Appena all’interno Anselmo chiamo ad alta voce Marzia dicendole che c’era una sorpresa per lei e un attimo dopo dalla porta in fondo al corridoio che evidentemente era quella del bagno, usci lei, con un asciugamano di spugna bianca in testa, avvolto a mo’ di turbante e un accappatoio da bagno dello stesso tessuto e stesso colore, come le ciabatte ai piedi. Era evidente che aveva appena fatto la doccia. Lei sorrise esclamando il mio nome con entusiasmo, io me la immaginai nuda sotto quell’accapatoio e goffamente mi scusai per essere arrivato in un momento poco opportuno, però andai verso di lei per salutarla. Io pensavo di stringerle la mano, lei aprì le braccia e fu così che la salutai con un’affettuosità non giustificabile dal nostro grado di ...