1. Il ragazzo più fortunato del mondo (quinta parte)


    Data: 16/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Gay De Maupassant

    ... partecipassi molto alla cosa; stava facendo tutto lui! Solo che era troppo eccitato e non dosava la forza; non so come feci a non finire strozzato. Dovevo tenere la bocca costantemente aperta, o davvero non avrei avuto più gli incisivi; dubito che il suo ariete si sarebbe fermato davanti a una barricata tanto misera e coordinai il respiro alle velocissime estrazioni. Era come se entrasse ogni volta un braccio per afferrarmi il cuore. Quando finì non avevo più un capillare sano negli occhi rossissimi, lacrimavo e non avevo mai visto tanto sperma tutto in una volta, nemmeno nei filmati di gang bang. Tornai a respirare. -Amore….ahh…mi u…aanf…mi uccidi se fai co….- Ma Federico non ascoltava, aveva negli occhi la scintilla lucida del pazzo. -Aspetta che ti pulisco io, così ti sbavo un po’ il trucco che mi tira di più. Dio, che bello, nessuno saprà che è sbavato col mio sperma! Provati a lavare la faccia e litighiamo!- Stava impazzendo, stava letteralmente impazzendo. Non si conteneva. Ma perché non me lo aveva mai detto prima? Era il mio primo punto d’onore il soddisfarlo! Ho deciso; domani mi rifaccio il guardaroba! Andando alla festa ebbi l’impressione di star portando un bambino all’acqua park. Avevo creato un mostro! Sbavava sulle mia calze a rete e allora io dondolavo le gambe e le incrociavo, così che un piccolo rotolino si spalmasse schiacciandosi sotto la mia coscia. Per la prima volta sentivo di avere potere su di lui, ci mancava poco che ululasse. Ero così fiero di me! ...
    ... Quando arrivammo alla villa, non potevo crederci. Sembrava una casa da film americano, gente mascherata ovunque, giardino con due piscine e luci da discoteca. -È tipo ricco da fare schifo il tuo amico?- -No, molto di più.- Entrando ci trovammo immersi nel carnevale di Rio; centinaia di visi mascherati, colori sgargianti e risate nell’atmosfera ubriaca e un po’ perversa di un antico baccanale. Ma, sulla destra, tre facce da Regina Coeli ci guardavano sottecchi. -Che carino il costume da galeotto!- Pensai. Al che, curandosi di farmele sentire, dissero testuali parole: -Porca puttana, è arrivato un travestito! Ma Marco lo sa chi gli entra in casa?- -Che schifo, certa gente!- -Mi viene da vomitare.- Ah… e va beh, non si può piacere a tutti. Del resto, persone così non piacciono a noi. Anche il mio cavaliere le aveva sentite, così mi strinse forte e mi baciò sulla fronte. -Sei la più bella di tutte questa sera. Vieni, andiamo a ballare, che voglio sfoggiarti e far morire tutti d’invidia.- No, va beh, ma sei un cucciolo. -Ti amo; lo sai questo, vero?- Risposi -Vieni che ti faccio vedere una cosa.- Avevo in serbo un asso nella manica per quella sera: Federico non mi aveva mai visto ballare. Lo avrei fatto impazzire, stretto nelle mie calze a rete, mentre i suoi muscoloni non erano certo adatti al ballo e… COME NON DETTO! Partita la prima canzone, mani dietro la testa, con i bicipiti che gli esplodevano sensuali a incorniciargli il bellissimo volto, prese a muovere il bacino a tempo ...
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