1. Inatteso risveglio (enrico)


    Data: 17/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: crigio

    ... al mio boy e gli sbatte in faccia il suo favoloso arnese ancora penzolante, sebbene già lungo quanto il mio in erezione. Giò apre gli occhi e sorride al tipo: "Ciao, Jean!", lo saluta e si aggrappa al cazzone tirandolo a sé. Imbocca la cappella e comincia a succhiarla incavando le guance.
    
    "Merda, amico! Non ti è proprio bastata stanotte!", bofonchia Jean. Il ragazzo deve essere un cliente di Giò e deve essere rimasto in casa senza che ce ne accorgessimo.
    
    "Dormito bene?", gli chiede la puttanella. Ridacchia, lasciando per un attimo il palo di carne dello stallone per poi riprenderlo tra le labbra e succhiarlo nuovamente. Ma allora sapeva che lui era ancora qui?
    
    "Sì, grazie per l'ospitalità. Ero troppo stanco ieri sera. Mi hai sfiancato!", risponde quello, ingolando le erre e accentando le finali.
    
    "Figurati!", continua Giò, che sghignazza ancora, tra una lappata e l'altra. Poi si aggrappa letteralmente alla minchia ciondolante e, con un movimento forsennato del capo, inizia a spompinare Jean. Lo stallone spalanca la bocca mentre fissa la troia intenta a lavorargli il cazzo, e respira con affanno. Tiene le mani sui fianchi e rimane immobile: lascia che sia Giò ad occuparsi della sua verga.
    
    Intanto il mio boy si gode la mia nerchia in culo. Una volta capita la situazione ho ripreso a sbatterlo con una libidine in corpo amplificata dall'idea che, dopo tutta una serie di cazzi, Giò si è preso anche quest'altro affare.
    
    "Ehi, amico!", mi fa, d'un tratto, Jean. ...
    ... "Non è male, vero?".
    
    Io lo guardo stranito, poi sto al suo gioco. Lui non sa che Giò è il mio ragazzo: forse pensa che io sia uno dei suoi clienti. "No... no... Proprio niente male...", rispondo, continuando a colpire le chiappe della troia col mio ventre.
    
    "Dopo me lo presti un po'. Lo so che è il tuo turno e avrai pagato, ma ho ancora voglia, eheh!". Quindi, rivolgendosi a Giò, aggiunge: "Naturalmente ti pago gli straordinari!".
    
    "Non c'è problema, amico!", ed estraggo la mia nerchia. "Guarda, è tutto tuo!". Jean sembra stupito dalla mia reazione.
    
    "Grazie, ma non intendevo subito!".
    
    "Tranquillo! Mi eccita guardare", improvviso.
    
    "Ok...", mormora lui incredulo. Sottrae la verga ad un Giò recalcitrante e prende il mio posto tra le sue cosce. Lo penetra e si carica le sue gambe sulle spalle. Poi si allunga appoggiandosi sulle braccia e puntando i piedi. Lentamente precipita nello sfintere del mio boy, il quale si squarta sempre più per favorire l'ingresso del cazzo. Quindi le sue mani corrono alle natiche nerborute dello stallone e questo comincia a muoversi salendo e scendendo con il bacino. Dapprima ricorre ad un andirivieni cadenzato, ma ben presto i suoi colpi si fanno pesanti e possenti. Ogni volta che viene percosso, Giò emette un gridolino. Ha talmente tanta voglia di quel palo d'ebano che le sue gambe sono ormai aperte a spaccata.
    
    "Che troia, merda!", sfiata Jean, affannato. D'improvviso, l'energumeno si accorge di qualcosa e con uno strattone priva la ...