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Scopate da backpacker pt.4
Data: 18/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Cazzone_spacca
Era stato un piacere lasciarmi la caotica Bangkok alle spalle ed immergermi nei paesaggi verdi che scorrevano sotto i miei occhi dalla carrozza del treno che mi avrebbe portato verso il mistico e selvaggio Nord del Paese. I grattacieli e le superstrade intasate avevano lentamente ceduto il passo ad ampi spazi aperti fatti di piantagioni di banane o riso interrotti da sparuti gruppi di piccole case basse. Ero rilassato e in pace con me stesso e anche il mio cazzo sembrava essere rimasto soddisfatto dall'ultima esperienza dell'ostello così mi godevo il viaggio è chiacchieravo con una coppia di australiani in viaggio da tre mesi con cui condividevo la cuccetta e che mi diedero molti consigli utili. Fatta quasi ora di cena mi recai al vagone ristorante del treno, una delle esperienze più folcloristiche che abbia vissuto in quel viaggio! Da degli altoparlanti usciva musica popolare thailandese a palla, le cameriere, avanti con l'età e con i chili avevano uno splendido sorriso e servivano ai tavoli un po' ballando un po' scherzando tra loro e con i commensali. C'era una bellissima atmosfera, viaggiatori di un po' tutte le nazionalità si incontravano lí per scambiarsi impressioni sui viaggi, sugli itinerari migliori, fumando e gustando pietanze su cui ronzavano impuniti insetti di ogni sorta visto che i finestrini erano tutti abbassati. Ma eravamo tutti contenti così. Io avevo notato subito un gruppo di inglesi di cui mi aveva colpito un ragazzo in ...
... particolare. Iniziai a puntargli gli occhi addosso per tutta la sera e lui sembrava ricambiare. Le ore passarono e il vagone iniziò a svuotarsi. Decisi di accelerare i tempi e fingendo di alzarmi per stiracchiarmi feci in modo che si accorgesse dell'imponente erezione che mi era cresciuta nei pantaloni. Lasciai dei soldi sul tavolo e guardandolo mi avviai verso il bagno. Quella sera ci rimediai un bel bocchino con tanto di ingoio dall'inglese che sembrava avere una fame di cazzo infinita. La mattina, riposato e con i coglioni adeguatamente svuotati giunsi finalmente a Chiang Mai. Con gli australiani ci dividemmo un taxi fino al centro città. Il primo giorno lo passai a bighellonare tra splendidi templi e mercati pieni di colori e profumi poi passai in un'agenzia e prenotai un trekking di tre giorni nella giungla con pernottamento in un villaggio locale. L'indomani all'alba si partí per il trekking. Un pick up ci portò ai piedi di una montagna ricoperta da una fitta e rigogliosa vegetazione. Eravamo un gruppo di 9 persone, due ragazze inglesi, una coppia di tedeschi e due coppie di spagnoli e poi c'ero io. A parte le due ragazze inglesi, un po' troppo sulle loro, il gruppo era affiatato e si era creata subito una bella intesa tra tutti noi. Io avevo già puntato uno degli spagnoli, Álvaro, che nonostante fosse in coppia mi lanciava certe occhiate che mi facevano rizzare il pisello ogni volta che i nostri sguardi si incontravano. Sul pick up ci eravamo un po' stuzzicati a ...