1. Il promesso sposo (epilogo)


    Data: 18/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: paolopi67

    ... arrivò in pieno viso un ceffone duro e violento: “Prendi le tue cose e vattene da questa casa, brutto porco!”. Piangendo sommessamente, raccolsi qualche vestito e poco altro e me ne andai.
    
    Stetti in macchina un paio di giorni vivendo come un automa, non capendo che cosa avrei dovuto e potuto fare. Alla fine mi scossi e il lunedi mattina mi presentai al lavoro come nulla fosse. Appena arrivato vedevo che i colleghi mi guardavano strano, qualcuno ridacchiava mentre passavo e altri si giravano dall’altra parte: compresi che Valentina aveva raccontato in giro la cosa e immaginavo lo scompiglio che una simile pruriginosa notizia poteva aver gettato in una città piccola e moralista come quella in cui vivevamo. Ora cominciavo ad avere paura.
    
    Scorgo il principale che da lontano mi viene incontro: io sorrido. Lui no. Seccamente e senza nemmeno guardarmi negli occhi mi dice: “Non abbiamo più bisogno di te: sei licenziato”. “Perché? – provo a ribattere io – che ho fatto di male?”. “Lo sai” è la sua risposta.
    
    Me ne vado. E ora? Per quella maledettissima scopata ho perso tutto in un attimo: fidanzata, famiglia, lavoro e immagino anche i miei amici che diranno di me e il resto della città, dove ero noto per essere uno dei più bei manzi famoso per le sue conquiste femminili….”Hai visto il maschione sciupafemmine? In fondo era solo un ricchione!”. Sto male e ho voglia di piangere.
    
    Vago per le campagne in macchina, evitando di farmi vedere in città. Poi una sera mi fermo sotto ...
    ... casa di Paolo. Sono disperato. Suono alla sua porta. Mi apre, mi guarda, forse nemmeno riconosce in me il suo amante bello e maschio: sono sporco, emaciato, triste, arruffato. Scoppio a piangere e mi getto fra le sue braccia. Piango, piango, piango, a dirotto, a lungo, con grandi singhiozzi. Paolo mi stringe forte a se e mi consola accarezzandomi dolcemente il viso e i capelli. Mi spoglia con delicatezza e mi accompagna sotto la doccia: quel getto caldo è come se mi rigenerasse e piano piano mi riprendo. Quando esco dalla doccia Paolo mi abbraccia e mi bacia teneramente le labbra. Mi butto con lui sul letto e la passione prende nuovamente il sopravvento. Scopiamo furiosamente e io mi comporto come un animale, mi siedo sul suo cazzone con violenza fino a farmi male, mi slogo quasi la mascella per prendere tutto il suo uccello in gola….è come se in quella chiavata selvaggia cercassi il senso di tutto il casino che è successo….quando Paolo mi spara in gola la sua bordata di sborra mi accascio e mi addormento come un bambino, gustandomi in bocca quel dolce nettare di maschio….
    
    Paolo accetta di ospitarmi e io, piano piano, sento riavermi e riacquisto fiducia nel futuro: dopo qualche giorno provo ad uscire e a cercarmi un lavoro nei paesi vicini, visto che in città sono ormai sputtanato: ma non c’è niente da fare. Un po’ la crisi un po’ le voci giunte dalla città nessuno è disposto a prendermi. Sono triste. Paolo mi consola come sa fare lui e il suo gran bel bastone di carne è ...
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