1. L'orto della strega


    Data: 18/01/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet

    Ci sono leggende che affondano le loro radici nella notte dei tempi. Storie che tramandate di generazione in generazione si arricchiscono via via di nuovi particolari magari di pura invenzione. Storie raccontate dall'anziano della famiglia attorno al focolare nelle lunghe sere d'inverno, mentre i bagliori di un fuoco di legna illuminano parzialmente i visi attenti degli ascoltatori. Fu la casualità che mi fece fermare in quel piccolo paese quella sera di estate. Erano davvero poche case e un grazioso agriturismo. Volevo inizialmente fermarmi brevemente, sedermi al tavolo all'ombra sotto la vecchia quercia e bere qualcosa. Ma la sosta durò più del previsto, credo che fu solo per stanchezza se decisi di fermarmi e pernottare lì. Il luogo era ameno, le cicale avevano iniziato il loro concerto serale. Ero l'unico avventore e verso sera la famiglia che gestiva il locale mi invitò a cenare al loro tavolo se lo gradivo, così senza tanti complimenti presi posto con loro. Al tavolo sedevano un vecchio e la figlia con il marito. L'anziano signore mi chiese cosa facevo nella vita e quando gli dissi che ero uno scrittore il suo sguardo prese vita, mi chiese se ero lì per l’orto della strega. Per la leggenda. Mostrò il suo disappunto quando confessai di non saperne nulla, era solo per un caso che mi ero fermato, ma quando gli dissi che comunque mi interessavano le vecchie leggende i suoi occhi tornarono ad illuminarsi. La sera si trasformò presto in una splendida notte di plenilunio, ...
    ... il globo luminoso della luna illuminava quasi a giorno il prato davanti casa mentre stavamo sulla veranda aperta e lui raccontava. Io so che vivo di sensazioni. Di cose irrazionali. Quella cosa, quel racconto mi prese mentre ascoltavo le parole del vecchio, parole a volte distanziate fra loro come timorose di manifestarsi e a volte irruenti come l'acqua di una cascata. Inizialmente c'erano con noi anche la figlia e il marito, lei molto silenziosa e lui un tipo rude ma dopo un po' ci lasciarono. Era tardi quando la storia fu narrata tutta, il vecchio mi disse che era stanco, che il raccontare lo aveva provato e che andava a riposare, a dormire. Chiesi da che parte dovevo andare per raggiungere l'orto della strega, che volevo vederlo, lui... certamente pensando che ci sarei andato l'indomani mi diede tutte le indicazioni e si ritirò. Avevo una strana eccitazione e non avevo minimamente sonno, la nottata era molto luminosa e decisi di andarci subito, d'altra parte non era molto distante, il sentiero era segnato e il luogo riconoscibile. Mentre percorrevo il sentiero in salita ripensavo a questa vicenda. Certo... sapevo qualcosa sulla utilita' delle erbe e del loro uso. Sapevo qualcosa delle streghe, razionalmente sapevo che i loro presunti malefici erano stati più fantasticati che reali, certo avevano messo al rogo migliaia di donne in un parossismo di pazzia religiosa ma questo non provava che le streghe fossero esistite o che esistessero. Ma questa... questa Clorinda, in ...
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