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L'orto della strega
Data: 18/01/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet
... raggiunsi senza troppa difficoltà il luogo chiamato l'orto della strega, dove sembra che lei coltivasse le sue erbe magiche, ora null'altro era che una piccola radura fra degli alberi, fra questi si distingueva una maestosa quercia che si stagliava contro il riverbero lunare. L'aria tiepida e il lieve stormire delle fronde mi indussero a sedermi con la schiena contro il tronco di questa quercia, mi accesi una sigaretta e meditai, mi piaceva questa storia, stavo pensando a come riportarla in un racconto, a come renderla viva, leggibile, interessante. Si sa come ragiona la mente di uno scrittore, non necessariamente racconta la verità, deve solo ottenere da se stesso di raccontare al meglio del possibile. Lo schianto di alcuni rami spezzati poco lontano attirò la mia attenzione. Chi era? Un animale? Una persona? Il rumore veniva dal sentiero che avevo percorso poco prima. Probabilmente fu la suggestione a farmi pensare che fosse Clorinda, lei... una sua ricomparsa. E fu il suo nome quello che mi uscì dalla bocca... -Clorinda...?- Una macchia bianca si materializzò al limite della piccola radura, davvero provai al momento un brivido di paura lungo la schiena ma presto realizzai che era la giovane donna dell'agriturismo, la figlia del vecchio narratore. La macchia bianca intravista era la sua camicia da notte. -No... sono io...- Che ci faceva la giovane donna in piena notte in questo posto? Mi diede lei stessa la risposta. -Clorinda... conosco la storia ma non e' leggenda, lei ...
... vive davvero, anche questa sera ho ascoltato raccontarla dal mio letto, sentivo le vostre voci mentre mio marito mi copriva come fossi una bestia, senza fantasia, senza tenerezza. Mai mi ha dato piacere quest'uomo. Mai. Spesso mi riconosco in una di quelle donne che hanno ucciso il proprio marito...- Ascoltavo mentre lei si era avvicinata. -Ti chiedi cosa vengo a farci qui? Nell'orto della strega? Vengo a prendermi piacere, vengo qui e mi masturbo. Mi stendo proprio dove sei tu e mi tocco fino a godere, una... due... mille volte. A volte Clorinda mi raggiunge e mi fa compagnia, forse arriverà anche questa notte...- Un senso di inquietudine mi prese. -Chiedo sempre a Clorinda di darmi le sue erbe, quelle sue speciali che non lasciano segni nell'organismo, lo voglio uccidere mio marito. Lo odio... l'ho sempre odiato...- Ormai le parole uscivano dalla sua bocca come un fiume in piena, non pretendeva risposta ma solo che l'ascoltassi. -Vuoi vedere? Come faccio a godere di me? Magari poi viene Clorinda e lei mi bacerà sai? Mi bacerà e mi darà quel piacere che mi fa impazzire, riesce a farmi vedere il paradiso con quella sua bocca...- Si tolse rapidamente la larga camicia da notte e fu nuda. Mi diede la visione di un giovane corpo con due seni sostenuti e di una macchia scura sull'inguine, il suo pelo pubico. Posò l'indumento a terra e si stese sopra. Apri le gambe, piegò leggermente le ginocchia e iniziò a toccarsi. Una mano a stringere forte un capezzolo e l'altra fra le cosce. Mi ...