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Villaggio di houer capitolo 6
Data: 23/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi
Per noi che viviamo nel nord della Germania, l’estate è un evento da cogliere al balzo quando arriva. Potrebbe durare solo qualche giorno o qualche ora e poi scappare via e si deve attendere un altro anno per ritrovarla. In genere, noi ragazzi del villaggio di Houer, si approfittava di quelle poche giornate belle per andare al ruscello a nuotare e a cacciare rane che poi arrostivamo al calore di un fuoco improvvisato. Intorno al villaggio c’era una miriade di ruscelli che poi confluiva nel grande fiume Vender. Noi si preferiva il ruscello che portava lo stesso nome del villaggio per i nostri picnic ed era lì, in un punto denominato “l’oasi”, che ci davamo appuntamento. I maschi si faceva il bagno coi pantaloni, le femmine si bagnavano solo fino alle caviglie. Io e mio fratello Joshua ci preparammo per l’appuntamento all’oasi. La nottata d’amore ci fece svegliare tardi la mattina e, sicuramente, ormai, i nostri amici erano tutti andati. Nei zainetti infilammo pane e formaggio. Il resto, le rane e l’acqua, lo avremmo trovato sul posto. Per raggiungere il sentiero che portava all’oasi, dovevamo lasciare il villaggio da sud dove, fra le ultime costruzioni, c’era la casa e il laboratorio del dottor Mailer. Lo scorgemmo sotto la pensilina della sua casa a godersi l’aria calda dell’estate e a bere birra. Fu lui a salutarci per primo. “Buongiorno ragazzi, andate all’oasi?” “Buongiorno dottor Mailer. Si, andiamo all’oasi” rispose Josh. “Gli altri sono avanti, li ...
... troverete già lì.” “Bene, dottor Mailer, allora ci affrettiamo.” Il dottore si accese la pipa e vi sbuffò dentro un paio di volte e poi mentre avevamo ripreso a camminare si rivolse a me dicendo: “Ciao Mark, come va?” “Tutto bene, dottor Mailer.” “A quando la prossima iniezione?” mi chiese con tono confidenziale, con ironia, ma senza malizia, almeno così mi sembrò. “Oh, spero, mai più.” Egli mi sorrise e disse: “Oh, se dovesse capitare, non preoccuparti, ci penso io a tranquillizzarti. Sai che sono bravo, no?” Jo, nel sentire le parole del dottore, si intromise un po’ scocciato. “Mark è cresciuto, dottor Mailer, non penso farà più capricci per cui non avrà bisogno di particolari attenzioni, stia tranquillo.” Le parole di Jo, il tono con cui le pronunciò mi rivelarono la sua gelosia. Lui sapeva della mia paura delle iniezioni e del modo con cui il dottor Mailer mi convinceva a farle e ciò gli suscitava gelosia. Ne fui felice. Per questo, mi sentii di dire al dottore. “Si, dottor, Mailer, non credo ci saranno più problemi, non avrò più bisogno dei suoi massaggini.” Il dottore annuì sbuffando la pipa. “Bene, ragazzi, andate a divertirvi.” “Grazie, dottor Mailer, buona giornata.” Proseguimmo per il sentiero. Jo aspettò di allontanarci dalla casa del dottor Mailer per dirmi: “Non voglio più che il dottor Mailer ti metta le mani addosso, va bene?” Sorrisi felicemente tra me e me di quel suo tono geloso. “Non succederà più, ...