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Villaggio di houer capitolo 6
Data: 23/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi
... accorsi di nulla. Mi alzai per vedere meglio, ma le mie pupille non scorgevano nulla. “Cosa vedi?” gli chiesi. Jo non mi rispose, ma fece sgorgare un sorriso appena pronunciato sulle labbra mentre inarcava le sopracciglie come a volermi dire: “Come, non vedi?”. “Dammi la mano!” mi sollecitò porgendomi la sua. Mi abbandonai alla sua richiesta, come un cieco che si rivolge ad un vedente per attraversare il guado. Egli mi strinse forte la mano forte e, iniziando a camminare lungo il declivio, mi trascinò con lui. Lui sapeva cosa fare ed io lo seguivo fiducioso. Avrei seguito Jo fino al capo del mondo. Lo guardavo estasiato, ammirato, pendevo dalle sue labbra, dai suoi occhi, dalle sue decisioni. La pendenza del terreno, benché leggera, accelerò i nostri passi tra i papaveri e le primule e, in breve, passammo dal camminare ad una leggera corsa, ma non fu la discesa a tramutare la nostra andatura in galoppo. Josh infatti aumentò il passo e ci scatenammo in una corsa a perdifiato tra l’erba e i fiori con l’alito del vento che ci accarezzava i volti. “Corri, Mark, corri” mi gridò ridendo come in preda ad uno spirito folle. Non aveva bisogno di chiedermelo, io già lo seguivo passo passo anche nello stato d’animo così anche io mi abbandonai alla stessa pazzia e liberai il riso e la mia repressa allegria. Egli librò le braccia tramutandole in ali e cominciò a batterle nell’aria. Ci lasciammo la mano e ognuno prese il volo per la sua strada zigzagando ...
... all’impazzata ora allontanandosi ora avvicinandosi quasi a toccarsi, quasi a scontrarsi, per poi riallontanarsi. “Liberi, siamo liberi!” cominciò a gridare all’impazzata, felice. “Si, Jo, siamo liberi, liberi.” Ecco cosa i suoi occhi avevano visto: la fame di libertà. La liberta! Io, senza Jo, non avrei neanche saputo che esistesse, la libertà. Continuando a discendere il declivio, attraversammo il campo dove l’erba era così alta che ci passava, a volte, sopra la testa. Jo, senza fermarsi, cominciò a togliersi la camicia e quando ci riuscì la gettò al vento rimanendo a petto nudo. “Si – dissi – liberi da tutto” e mi tolsi anche io la camicia impazzito. Poi Jo cominciò a togliersi i pantaloni fermandosi solo il tempo necessario per liberarsene, ed io feci lo stesso. Seguirono le mutande, le scarpe e le calze. Rimanemmo nudi, nell’erba alta a correre. Jo tramuto la corsa in un ballo tribale accennando con la sua splendida voce un’improvvisata danza. Danzammo una danza tutta nuova per noi, tutta nostra, inventata al momento, o forse una danza primitiva che esiste nella mente di tutti gli uomini, la danza che si rivolge agli spiriti buoni della natura, agli spiriti degli antenati, agli spiriti immortali alimentano la vita. Josh mi afferrò con le braccia il petto e mi abbracciò ed io lo stesso a lui, sempre danzando; ci rotolammo cantando e ridendo sull’erba, uno accartocciato all’altro, ci stringemmo e ci avviluppammo come in preda agli spiriti della vita ...