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Villaggio di houer capitolo 6
Data: 23/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi
... prova d’amore così difficile e inutile? Potevo deluderlo? “Mark!” Provai a parlare. “Josh, è troppo alto per me, non ce la faccio.” “Dai, fifone, è una sciocchezza.” Più guardavo giù e più sudavo freddo. Da laggiù Jo dovette percepire la mia titubanza “Vabbè, lascia perdere.” Sentii nel tono delle sue parole amarezza e delusione. Si, lo stavo deludendo e mi sentii di merda, un incapace, un coniglio, un essere inutile, senz’anima. Lo stavo perdendo. Non mi avrebbe più amato come prima, forse non mi avrebbe amato più. Mi apprestai a tuffarmi, le gambe tremanti e la testa che mi girava, il respiro affannoso e il cuore traballante. Una forza ancestrale mi teneva i piedi fermi e pesanti, un’altra, irrazionale mi tirava le mani in avanti. Rimasi appeso ad un filo, sull’orlo del burrone, incerto sul farsi. “Gesù, aiutami tu!” I piedi sembravano incollati al terreno e le ali del mio amore non così potenti da strapparli. “Devo farlo, devo farlo. Ali, battete forti, battete più forte che potete.” Chiusi gli occhi e mi lanciai certo che sarei morto, ma anche che avrei dimostrato a Jo che lo amavo davvero. Tenni le palpebre serrate per tutta la discesa mentre l’aria sfregava la mia pelle, il cuore mi saliva alla gola e la mia anima cominciava a sprofondare negli inferi. Sarei morto ancor prima di impattare nell’acqua, ne ero sicuro, mi sarebbe venuto un infarto. Non mi accorsi nemmeno di essere già dentro l’acqua e che la mia corsa ...
... all’ingiù fosse finita. L’acqua era gelida e mi svegliò alla realtà. Ero disceso di qualche metro sotto il pelo dell’acqua, aprii gli occhi e vidi un enorme quantità di bollicine. Prima di pensare a riemergere in fretta, pensai che ce l’avevo fatta, ero orgoglioso di me e che, in fondo, non era stato neanche difficile. Emersi dall’acqua gridando: “Ce l’ho fatta, ce l’ho fatta, Jo.” “Si, ce l’hai fatta, Mark, aspettami, arrivo.” Ci guardammo negli occhi e ridevamo, folli, felici e consapevoli. Avevo dimostrato a Jo di amarlo perdutamente. Io del’amore di Jo ero certo, lui me ne dava prova ogni giorno. Nuotammo per un centinaio di metri in cerca di un posto da dove uscire dall’acqua. Lo trovammo in una piccola insenatura di sabbia. Ci avvicinammo alla battigia, ma rimanemmo sdraiati sul fondale, metà corpo in acqua, metà al sole, a pancia in giù. Forse eravamo stanchi, ma la stanchezza quando si è giovani ed innamorati passa in fretta. I nostri corpi bagnati e luccicanti, la posizione bocconi, le curve dei nostri corpi furono un richiamo irresistibile. Vidi i suoi occhi spiritati guardarmi con desiderio, la sua mano accarezzarmi i glutei. “Sei bellissimo, Mark.” Gli accarezzai una guancia dolcemente. Le sue pupille bagnate dall’acqua avevano assunto il colore verde variegato dell’acqua del Vender. Avrei voluto tuffarmici dentro. “Vienimi su, Jo.” Jo annuì e sollevò le spalle con le mani puntando i piedi. Il suo cazzo, adesso lo potevo vedere sopra il pelo ...