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Al vecchio mulino cap2 di 2
Data: 30/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Zindo
... trombare, a volte ci si incontra anche per una cenetta insieme, per organizzare partite di calcio, insomma ci ritroviamo perché stiamo bene insieme. Se sei un poco maiale ed amante del divertimento a tutto campo come noi, puoi entrare a far parte della compagnia”. Remo fece appena in tempo ad informarlo che ero di passaggio, turista per nostalgia del suolo natio, quando un fascio di luce giunse su tutti noi: erano i fari di un’auto che si avvicinava e qualcuno disse “Eccoli, arrivano, puntuali come sempre”. Erano loro infatti, Anselmo e Marzia. Anselmo chiese, come fosse un saluto, “Ci siamo tutti?” poi, guardando me disse “Sono contento di vederti, dalla faccia che hai fatto questa mattina avevo qualche dubbio. Bravo” . Cercò in un mazzo di chiavi che estrasse dalla tasca quella giusta e si avvicinò ad una porta del mulino, aprendo il lucchetto e rimuovendo la catena. Dopo aver aperto la porta ci invitò ad entrare. Tutti, in fila indiana, varcammo la soglia, molti mi precedettero, i miei amici mi seguivano. Remo mi teneva una mano sulla spalla quasi a volermi dirigere. Infatti, non solo fuori era buio ma anche dentro. Quando, a bassa voce, dissi “Ma è tutto buio!”, Remo mi bisbigliò “Prima entriamo, poi accendiamo la luce, se no potrebbero vederci e ...dai, dai avanza che qui dietro spingono”. Contai, eravamo nove persone oltre la coppia Anselmo e Marzia, in totale undici. Marzia però era rimasta in macchina, con la portiera aperta e una coscia fuori ...
... dell’abitacolo, lei illuminata dalla luce interna dell’auto. Ci aveva detto solo “Ciao ragazzi, andate pure”. Quando tutti fummo entrati, Anselmo che era rimasto all’esterno, al lato della porta quasi a controllarci man mano che entravamo, andò a prendere Marzia, chiuse la vettura, ci raggiunsero, chiuse la porta e, finalmente fu accesa la luce. Eravamo ammassati ai piedi di una scala a mattoni, consunta dall’uso e dal tempo. Osservai le facce, in particolare quelle di chi non conoscevo. Eravamo tipi molto diversi per aspetto fisico, per altezza, robustezza, colore e taglio dei capelli, uno anche semicalvo, e diversi anche per età che andava da uno che doveva avere poco più di trent’anni a quello che toccava o forse superava pure la sessantina. Prevalentemente però erano della fascia d’età mia, dei miei amici e della coppia: dai poco più dei quaranta ai poco meno dei cinquant’anni. Soprattutto però osservai lei, Marzia, l’unica donna. Non aveva nulla che potesse fare pregustare imminenti futuri piaceri. Sembrava quasi un’impiegata di grado elevato, tipo una capoufficio, con il suo abito spezzato di una particolare tonalità di azzurro intenso, scarpe con tacco largo e non eccessivamente alto, però che movimento quelle sue due natiche nel salire i gradini l’uno dopo l’altro, davanti a tutti noi che la seguivamo in fila. Anselmo chiudeva la fila. Al piano di sopra, contrariamente a quando sembrava dall’esterno, non c’erano affatto degrado ed abbandono. A causa dei pannelli messi alle ...