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Al vecchio mulino cap2 di 2
Data: 30/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Zindo
... non ero nel cerchio ma andavo avanti e dietro dalla bella Marzia che ora si esibiva con le ultime fasi del suo spogliarello da sopra la seduta a centro stanza (che da ora in avanti chiamerò letto) al divano sul quale sistemavo i suoi vestiti. Neppure mi chiesi perché gli altri stessero così vicino l’uno all’altro, formando una specie di falce, facendo mancare poco più di un quarto di circonferenza per chiudere un cerchio. Ero troppo preso da Marzia per dare importanza agli altri. Il gioco mi piaceva molto, essere in qualche modo un “prediletto” mi lusingava pure. Mi piacque giocare anch’io, non limitandomi a trasportare semplicemente i capi che Marzia si toglieva e mi lanciava ma, dopo la sottoveste ogni altro capo che mi lanciò il lo raccolsi e prima di portarlo al divano lo annusavo me lo passavo sulla pelle o lo baciavo, lo mostravo agli altri come fosse un trofeo. Baciai di certo sua il reggiseno che gli slip. Il mio cazzo era in gran tiro ma quello degli altri non erano da meno e quasi tutti si stavano toccando da soli. In effetti, non era a facile non farlo vedendo Marzia muoversi in quel modo mentre si spogliava e poi, distesasi sul “letto” cominciò a toccarsi da sola sia i capezzoli sia la figa. Qualcuno mi diede un lieve tocco su una spalla, più un gesto di sprono che una vera spinta: era Anselmo che mi disse “Vai, sei tu l’ospite d’onore questa sera, tocca a te cominciare”. Già! Ma cominciare a fare cosa? Fosse dipeso da me avrei saltato ogni altro ...
... preambolo per saltarle sopra, penetrarla subito e scoparmela subito, ma dal gruppo arrivarono suggerimenti vari, ma i più dicevano “leccale la figa” anche se non mancavano “strizzale capezzoli che a lei piace”, “fatti succhiare il salsicciotto” ed altri consigli. Feci di testa mia, ponendomi anch’io sul letto per unire le mie mani alle sue nell’accarezzare il suo corpo, una mano su un seno, l’altra lungo le sue cosce, mentre lei si dava da fare con una mano per masturbarsi e con l’altra si carezzava l’altro seno. Non mi bloccò quando mi chinai per baciarle i capezzoli, anzi, spostò la sua mano per favorirmi e per metterla sulla mia nuca in modo da tenermi fermo su quei bellissimi seni. La mano che avevo tra le sue cosce avanzò istintivamente verso l’alto e anche da lì Marzia tolse la sua mano per lasciar posto alla mia che s’inumidì con i primi umori, secerniti dalla donna e poi si dedicò a giocherellare col clitoride. Marzia intanto mi menava l’uccello con una mano e palpeggiava i miei testicoli con l’altra. Poi si levò una voce al di sopra dei respiri ritmati e a volte affannati, mi sembrò essere la voce di Anselmo ma non ci giurerei. Aveva detto “ Che cazzo fate? Scopate sì o no?”. Io avrei anche ignorato quella voce, ma non lo fece Marzia la quale mi sorprese per la fulmineità del suo movimento e per l’inimmaginabile forza fisica che dimostrò di possedere nel sollevarsi di fianco, facendo leva su un gomito, prendermi per le spalle e girarmi nella posizione supina come fossi ...