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Al vecchio mulino cap2 di 2
Data: 30/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Zindo
... finestre, dall’esterno si poteva pensare ad un edificio abbandonato alle incurie, invece in cima alle scale v’era un ampio ambio locale. Un ambiente non eccessivamente smisurato, ma comunque grande abbastanza. Marzia, arrivata per prima, aveva acceso da un unico pulsante le tante piccole luci, forse dei led, sparse in modo irregolare su tutte le pareti e nell’insieme emanavano una luce poco più che soffusa. Intorno alle pareti abbondavano divani a tre ed anche più posti, sufficienti ad accogliere anche più del doppio di persone di quanti eravamo. Al centro stanza c’era un qualcosa che poteva essere considerato anche una seduta quadrangolare per più persone, ma sapendo il perché eravamo lì, capii subito essere il letto o almeno essere destinato ad essere usato come tale. “Oh, eccoci qua ragazzi!” esclamò Marzia liberandosi della giacca che lanciò verso un divano “Siete belli carichi? E’ un bel po’ di tempo che non ci si vedeva più e…-guardò me-... abbiamo anche nuovi amici questa sera. Che mi raccontate di bello?” Qualcuno disse: “ Siamo qui per te, raccontaci di te che è più interessante”. “Oh- fece Marzia cercando me con lo sguardo e venendomi vicino per afferrarmi per un braccio ed appoggiarsi al mio fianco- di me c’è poco da dire. Tanto lo sapete già che di recente sono stata io sulla bocca di tutti anziché, come al solito avere io molti, se non tutti, nella mia bocca. Però la voce si è sparsa e cosi io ci ho guadagnato questo nuovo amico. Spero che non ve la ...
... prendiate se rivolgo prima a lui qualche attenzione in più. Bisogna pure che gli dia il benvenuto” Dal mio fianco dove stava, si piazzò innanzi a me, mi fissò negli occhi, con espressione seria, quasi autorevole, mi palpò tra le gambe chiedendomi con severità “Come sei messo?”. Forse il suo modo duro di fare, forse la folla intorno, mi bloccarono per qualche attimo. Non fui capace neppure di trovare una risposta. Lei prese la mia giacca dal bavero e l’allargò fino a farmela scendere leggermente giù dalle spalle. Io finii di sfilarmela, mentre lei già armeggiava sulla cintura dei miei calzoni. Toltomi la giacca iniziai anch’io ad aprire la sua camicetta. Ci stavamo spogliando a vicenda. Nel muovermi per andare ad appoggiare con un minimo di cura i suoi abiti vidi che tutti si stavano spogliando, qualcuno era già in fase molto avanzata. Il solo vedere quella folla che fino ad un attimo prima mi aveva inibito, mi bastò per liberarmi da ogni ulteriore indugio. Liberamente mi spogliai totalmente con il meno tempo possibile e con più delicatezza aiutai Marzia, o meglio prendevo dalle sue mani i capi che si toglieva con sensuali movimenti da simil- spogliarellista e li andavo a posare con cura su uno dei tanti divani, invece noi uomini, tutti, avevamo messo i nostri vestiti a casaccio. Tutti erano posti attorno a Marzia, formando una specie di cerchio (non eravamo abbastanza per fare un cerchio chiuso a meno che non ci fossimo disposti molto distanziati l’uno dall’altro). Io ...