1. Villaggio di houer capitolo 3


    Data: 30/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi

    ... star bene, ma cosa sono questa faccia stanca e queste occhiaie, forse non dormi la notte?”
    
    Non capivo a cosa si riferisse, io mi sentivo bene anzi da un po’ di tempo benissimo, ma a lui non potevo dire il perché, non doveva sapere.
    
    Deglutii, però, prima di rispondere e mi insalivai la bocca già secca.
    
    “No, signor padre, sto bene e dormo tutta la notte.”
    
    Ora, al solo dire quelle parole, mi resi conto di star mentendo, ma cosa potevo dirgli? E poi non mi sembrava una grossa bugia, nel senso che… insomma quel che succedeva la notte era tutta un’altra faccenda, non era certo a quelle cose che il signor padre poteva fare riferimento, pensai.
    
    “E la scuola?”
    
    La domanda mi lasciò interdetto. Ultimamente gli studi non stavano andando bene. Le ultime interrogazioni, mi disse il maestro, erano state meno brillanti del solito. Forse il maestro ne aveva parlato con il signor padre ed era questa la motivazione della mia chiamata. Restai muto, sapevo di essere colpevole.
    
    “Ultimamente, Mark, sono molto preoccupato per te.
    
    Ti vedo stanco ed estraniato. Tu sai il perché?”
    
    Perché era preoccupato, mi chiesi; in fondo stavo bene e, in quanto alla scuola, comunque non c’era nulla di irreparabile. Nonostante tutto avevo dei buoni voti.
    
    “No, signor padre.”
    
    “Non sai perché sei così stanco ed assente?”
    
    “No, signor padre.”
    
    “Io, invece, penso che tu lo sappia benissimo.”
    
    Forse voi non potete capire perché oggi il rapporto che avete con i vostri padri è ...
    ... amichevole, ma vi posso giurare che stavo tremando di freddo e di terrore. Oltretutto il signor padre era anche il Pastore del villaggio, ma anche il mio.
    
    “Non so, signor padre” balbettai.
    
    La voce del signor padre era calma, ma decisa, essa si insinuava nelle mie orecchie e mi faceva rabbrividire e i miei occhi non riuscivano a tenere il suo sguardo severo e tenebroso. Egli dava l’impressione di conoscere e sapere tutto, che nulla poteva sfuggirgli e, probabilmente, anzi sicuramente, aveva immaginato tutto, ma quanto sapeva e cosa sapeva, cosa voleva sapere da me?
    
    Non seppi cosa rispondergli e rimasi muto ad occhi aperti ed impauriti e bocca chiusa in una morsa, a testa china.
    
    Lui, allora, prese a raccontarmi di quando, qualche tempo addietro, venne chiamato in un altro villaggio a causa di un ragazzino della mia stessa età. Anche costui, come me, era sempre stanco e assente. I genitori erano molto preoccupati per la sua salute. Il dottore non fu di nessun aiuto e, allora disperati, si rivolsero a lui, il Pastore.
    
    “Anche lui non sapeva di essere malato, come te. Mangiava poco e dormiva di meno e non voleva essere aiutato, viveva in un mondo tutto suo. Sosteneva di star bene e di non avere bisogno di nulla. Così, giorno dopo giorno, il suo volto diventava sempre più stanco e scarno, i suoi occhi divorati dalle occhiaie, la sua mente distante come se vivesse in un sogno perpetuo. Col tempo il suo volto si riempì di pustole, cominciò a perdere la vista, a sentirci appena, ...
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