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Villaggio di houer capitolo 3
Data: 30/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi
... terrorizzato e confuso. Avevo provato sentimenti di amore per mio fratello e ora non sapevo se odiarlo. Avrei voluto gridare la sua colpevolezza, era stato lui, ma fui preso da un istinto di omertà o solo di non fare la figura della spia. Il fatto era che ero debole e molto confuso. “Tua madre ti darà ogni sera una tisana che ti aiuterà a prendere presto sonno alla sera e ti farà dei clisteri. Ti purgheranno dalle tossine che avvelenano il tuo corpo. Va bene?” Non mi sarei aspettato che la cura fosse in definitiva così semplice. Mi andava bene, l’avrei fatta, senza dubbi, ci stavo. Annuii con forza e quasi internamente sorrisi di essermela cavata con poco, ma poi però il signor padre continuò: “Domani sera poco dopo il tramonto, ti infliggerò dieci colpi di verga…” Al solo udirlo mi rimisi a piangere e mi scappò di bocca: “No, signor padre, vi prego.” Lui mi guardò truce. Eravamo stati educati a non fiatare, criticare, lamentarci, ad accettare remissivi qualsiasi decisione dei genitori senza proferir la minima parola ed ebbi l’impressione e la paura che la mia preghiera egli potesse prenderla come un’impertinenza che avrebbe potuto aggravare la mia situazione. Comunque sia, con voce severa e offesa continuò: “Così sarà e ripeteremo la punizione ogni volta che ci lo riterrò. La mortificazione della carne ti aiuterà a vincere gli istinti animaleschi che ti divorano la mente. Le ore che ti separarono dalla punizione ti serviranno a riflettere sulle tue ...
... cattive abitudini e ad accettare con gioia la punizione poiché essa è come un’amara medicina che guarisce.” Ascoltai la sentenza con gli occhi allagati di lacrime, pietrificato. “Ora puoi andare. Non dir nulla a nessuno di quello che ci siamo detti. Asciugati le lacrime e rimettiti. Ti comporti sempre come una fanciulla. Impara da tuo fratello ad essere orgoglioso e a non far trasfigurare la paura dal tuo viso. Vai, Mark!” Annuii, mi asciugai le lacrime, mi ricomposi e lasciai lo studio per ritornare ai miei compiti, ma da quel momento la mia mente fu ossessionata dall’ora fatidica in cui le mie carni vergini avrebbero saggiato la verga e null’altro riuscii a pensare e a fare, tanto meno a studiare. Ogni tanto la mia mente veniva distratta da un evento esterno, la signora madre che spolverava la credenza, le mie sorelle che giocavano davanti al fuoco del camino, per ritornare precipitosamente a quel pensiero come se riprecipitassi in un incubo mentre mi chiedevo con senso di pietà se fosse vero quel che mi stava succedendo. Mio fratello mi guardava dalla sua postazione di studio e con segni del volto mi chiedeva notizie, ma io abbassavo la testa per non sorreggere il suo sguardo interrogativo e preoccupato, ma soprattutto il suo bel viso. Era così che il diavolo mi si presentava e mi stregava, con un bellissimo viso? Mi vennero in mente il nostro dormire insieme, il nostro amarci e non riuscivo a coglierne il male, ma se la Bibbia e il signor padre così sostenevano, ...