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Villaggio di houer capitolo 3
Data: 30/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi
... il suo corpo a dimagrire a vista d’occhio, eppure si ostinava a dire di star bene – poi con tono ancor più grave se ancor si potesse continuò a dire - Mi chiamarono per seppellirlo. Il suo volto era diventato quello di un vecchio, eppure aveva solo quattordici anni.” Nel raccontare quella storia, rabbrividii perché mi immedesimai. Non volevo morire come quel ragazzino. Era vero, mi sentivo stanco ed ero assente, vivevo nel mio sogno perpetuo. La mia mente era occupata dal pensiero di stare abbracciato a mio fratello, dal mio amore per lui, dall’ossessione della masturbazione che praticavo oltre misura mentre mi immaginavo accanto a Joshua. Era questa la mia malattia? “Mark – mi chiamò guardandomi severamente negli occhi - quel ragazzino aveva la tua stessa malattia ed io non lascerò che tu muoia come lui. Tu sai di cosa si tratta?” Lo giuro, fino a quel momento non mi ero reso conto di essere malato, ma, pensai, se il signor padre insisteva che lo fossi, doveva essere pur vero, anzi, in un nulla ne fui convinto e mi preoccupai di esserlo e che in conseguenza di tale malattia potessi morire. “Quel ragazzino aveva conosciuto delle persone che avevano abusato di lui insegnandogli a fare cose contro natura. Il ragazzino era rimasto stregato dal piacere che quelle pratiche gli procuravano e, a poco a poco, ne era rimasto soggiogato. Aveva perso la forza di volontà, non riusciva più a smettere. La fame, la sete e il sonno diventarono cose secondarie, di nessuna ...
... importanza.” Egli si dilungò parlando di Onan, di Sodoma e Gomorra e dell’ira di Dio per chi si macchia del peccato più grave: la lussuria. I suoi occhi si infiammavano e davano ancor più risalto alla gravità di quei racconti davanti ai miei rossi di terrore, e avvicinandosi il viso al mio, mi fissava negli occhi cercando di convincermi quando invece io ero già convinto. “Mark, tu hai la sua stessa malattia, è vero?” Aveva scoperto tutto, ma scossi la testa nella consapevolezza di mentire mentre una lacrima traditrice cominciò a scorrermi sul volto. Era vero, ero malato come quel ragazzino, ma io non volevo morire. Solo il signor padre poteva salvarmi e dovevo rimettermi nelle sue mani. Alla fine cedetti e annuii piangendo a testa china. “Io non permetterò che tu muoia. Se farai come ti dico, sarai salvo, Mark. D’accordo?” Sollevai lo sguardo verso i suoi occhi e gli risposi: “Anche io non voglio morire, signor padre. Farò come voi mi dite, lo giuro.” Il viso del signor padre si quietò, aveva raggiunto il suo obbiettivo, mi aveva in qualche modo fatto ammettere di aver ceduto a pratiche contro natura e mi abbandonavo alle sue cure. “Bene, Mark, vedo che sei ragionevole. Ci vorrà tempo e pazienza, la cura sarà lunga, ma tu vivrai.” Annuii. Egli mi avrebbe salvato e io gliene ero grato. Non avrei mai immaginato che le pratiche insegnatemi da mio fratello potessero portarmi alla morte per quanto nella mia coscienza sapevo fossero non gradite a Dio. Ero ...