1. Stanotte


    Data: 31/01/2020, Categorie: Etero Autore: Malena N

    Lentamente riapro gli occhi. La luce debole che, timidamente, attraversa le imposte, mi colora appena. Il silenzio inquietante che non appartiene al quartiere in cui vivo, mi dice che è ancora troppo presto, cazzo! E che, come sempre, ho dormito poco. Mi stendo e allungo ogni centimetro di questo corpo che avrebbe bisogno di riposare ancora. Mi giro sul lato spostando le mutandine nere che, puntualmente, mi si infilano nel culo. Sono umida e gonfia e, sfiorandomi appena, mi scopro ancora eccitata. Eccitata e svuotata. E' così che mi sento stamattina. Sola e abbandonata al piacere che mi hai dato e che è ancora così vivo tra le cosce. Provo a richiudere gli occhi senza alcun successo. Nel tentativo inutile di non ricordare, immagini vivide e chiare, mi scorrono davanti e mi invadono. La mente, affollata da mille pensieri, è ferma a stanotte, a noi due. A noi due che non esistiamo, che non siamo mai esistiti, eppure, nulla, mi sembra così concreto quanto la nostra inesistenza! La mente malata che non riesco a zittire, è ferma a stanotte, a noi due. A noi due che siamo tutto e niente, anche se del tuo fottuto niente, io, stanotte, non ci ho visto niente! Mi rigiro ancora nel letto liberandomi, in un solo gesto, del lenzuolo morbido che è l'ultima cosa che vorrei addosso. Sono consapevolmente agitata e non riesco a scacciare via nulla di ciò che è stato. Ciò che è stato e che vorrei fosse ancora. Ficco la testa sotto al cuscino cercando inutilmente di isolarmi dal mondo che, ...
    ... piano piano, si sta svegliando fuori dalla mia stanza. Cerco di rilassarmi e di non pensare ma la mia volontà fa acqua da tutte le parti, tanto quanto la mia intimità. E' l'odore del sesso che mi fotte! E' impregnato nella carne e non mi aiuta come non mi aiuta il sapore del tuo cazzo che sento ancora in bocca. Con la lingua mi lecco le labbra nella ricerca disperata di te, del tuo sapore. Tanto, stanotte, rientrata a casa, mi sono buttata direttamente su questo letto per non cancellare nessuna traccia di te, su di me. Ed è a questo che penso mentre la mano scivola giù a raccogliere i miei umori. All' eccitazione folle che mi annulla e mi fa sentire molle. Non riesco ad esser lucida, mi lascio cullare dalle sensazioni infinite, dalle emozioni provate. Ad occhi chiusi le annuso, le respiro, le rivivo. Io sapevo che saresti arrivato! Anche solo per incazzarti. Non sapevo quando e come, ma lo sapevo! Sapevo che saresti venuto a sbattermi in faccia le mie provocazioni. A prenderti tutto quello che di me c'è da prendere, compresa la dignità. Sapevo che saresti venuto a sorridere, beffardo e bastardo, prima di entrarmi dentro. Mi arrivi alle spalle mentre sono seduta al bancone del bar, nel locale dove spesso bevo qualcosa con i miei colleghi, dopo il lavoro. Non mi accorgo di nulla. Continuo a cazzeggiare con il cellulare, poi mi guardo intorno osservando, distrattamente, tutto e tutti. C’e la musica in sottofondo e persone che urlano invece di parlare. Ma cosa cazzo hanno da dirsi ...
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