1. Alle falde del kilimangiaro - 2


    Data: 02/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad

    ... una mano, accese una vicina abat-jour –
    
    Fammici dare una sbirciatina a questa bella fighetta, prima che te la devasto!” e mi si inginocchiò dietro.
    
    Io tolsi le mani e fu lui stesso ad aprirmi con foga le chiappe.
    
    “Ah… te la sei depilata!... Brava, troiona… Così posso leccartela meglio!”
    
    E detto fatto, mi ci passò sopra la sua linguona pastosa. Rabbrividii a quel contatto e sguaiolai di piacere.
    
    “Ti piace fartela leccare… Scommetto che non vedi l’ora di fartela chiavare… Non è così?”
    
    Io risposi con un gemito, ma non gli bastava.
    
    “Non vedi l’ora di fartela chiavare, puttana, non è così?”, ripeté con voce dura, dandomi un sonoro ceffone sulla natica.
    
    “Sì”, ansimai.
    
    “Ti piace farti scopare dai negri cazzuti, vero?”, e mi allungò un ceffone sull’altra natica.
    
    “Non lo so…”, risposi con voce soffocata.
    
    “Come, non lo sai?”
    
    “E’… la prima volta… con…”
    
    “Oh, è la prima volta che la puttana bianca dà il culo a un negro! – disse Tom con voce lasciva – Allora non bisogna farla aspettare…”
    
    Mi diede ancora un paio di leccate, punzonandomi la lingua fin oltre l’apertura, poi si rialzò, sentii che spremeva qualcosa da un tubetto e immaginai che si stesse lubrificando il cazzo. Quindi mi tornò dietro, mi passò nel solco una mano viscida di gel, infilandomene con un dito un po’ anche nel buco, e infine ci posizionò sopra la punta smussata dell’uccello.
    
    Fremetti, combattuto fra la paura del dolore che quel tremendo arnese mi avrebbe senz’altro ...
    ... procurato, e il desiderio smanioso di sentirmelo dentro caldo, poderoso, massiccio… Il cazzo di uno stallone nero… il cazzo di un Mandingo!
    
    Il dolore esplose lancinante al centro del mio universo, non appena Tom diede un colpo netto, affondandomi mezza verga nel retto scivoloso.
    
    “Vacca puttana! – urlai, sentendomi lacerare lo sfintere – Mi stai squartando!”
    
    “Smettila, frocio del cazzo, che hai il culo più rotto di una figa di vacca!”, fece lui con voce profonda, tenendomi stretto per i fianchi.
    
    A quelle parole, il mio povero buco martoriato si spalancò come d’incanto e lui scivolò dentro col suo cazzo mostruoso, dandomi solo la sensazione di un’enorme pienezza.
    
    “Ah, me l’hai risucchiato che è una meraviglia!”, sospirò Tom, incollandomisi alle chiappe con un ultimo colpetto.
    
    Mi macinò contro per qualche minuto, roteandomi nella pancia tutta la durezza del suo nerchio turgido, poi prese a montarmi con un ritmo lento e deciso. Ogni volta che usciva, mi dava la sensazione di portarsi dietro tutto.
    
    Istintivamente, mi allungai allora la mano in mezzo alle gambe e mi toccai lo sfintere
    
    stirato attorno al suo cazzo viscido, che scorreva dentro e fuori con foga crescente. Poi gli palpai i coglioni sodi e mi sforzai di spingermi indietro con le dita, fino al suo buco del culo, riuscendo a toccarglielo in un momento di massimo affondo, mentre lui mi sfregava i suoi peli ispidi contro le natiche.
    
    Tom mugolò, allorché gli sfiorai la mucosa umida, e per un attimo rallentò ...
«1234...»