1. Alle falde del kilimangiaro - 2


    Data: 02/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad

    ... la sua corsa, ma subito dopo riprese a vogare con tutta la negra potenza dei suoi lombi.
    
    Ma d’un tratto si fermò:
    
    “Andiamo sul letto…”, ansimò.
    
    Pensai che volesse tirarlo fuori e feci per scostarmi, ma lui mi tenne saldamente per i fianchi, mi fece raddrizzare il busto e, tenendomi stretto con le braccia avvinte al mio petto, ci avviammo passo passo: camminavo sulla punta dei piedi e completamente impalato sul suo cazzo!
    
    Raggiungemmo il letto e ci arrampicammo sopra, fino a ritrovarmi disteso a pancia in giù, con lui addosso come il carapace di una tartaruga.
    
    Fu una sensazione stranissima camminare e muovermi all’unisono con lui: il suo enorme membro conficcato nel mio culo se da un lato impacciava i nostri movimenti, dall’altro ne accresceva la voluttà. Ormai dall’ombelico in giù ero tutto un languore e avrei voluto che quel congiungimento non finisse mai.
    
    Una volta sul letto, Tom mi tenne avvinto a sé con le braccia attorno al petto e riprese a lavorare di bacino. Quel porco sapeva davvero il fatto suo! Il suo nerchione mi scivolava guizzando dentro e fuori dal buco, sconvolgendomi tutto l’apparato neurovegetativo. Io fremevo e sguaiolavo sotto di lui… stretto a lui… schiacciato da lui… mi stava facendo godere come una puttana da bordello! Ma anche lui stava godendo non meno di me, come mi confermavano i lunghi sospiri che traeva ogni volta che il suo cazzo veniva reingoiato dal mio culo insaziabile.
    
    D’un tratto, lo sentii mugolare e stringermi con più ...
    ... trasporto; sentii le sue gambe, stese accanto alle mie, tremare e irrigidirsi; sentii i movimenti del suo bacino farsi rotti e scattanti… Subito dopo, Tom mi azzannò letteralmente al collo, arcuò la schiena e con un urlo strozzato diede un ultimo potentissimo affondo, scatenando tutti i diavoli dell’inferno che erano racchiusi nelle sue palle!
    
    Il cazzo prese a pulsargli selvaggiamente, mentre un fiotto dopo l’altro di siero colloso si scaricavano fuori in rapida successione, dilagandomi nelle budella. Il martellio della sua verga sulla prostata mi provocò un orgasmo anale non meno sconvolgente del suo e che perdurò anche dopo che lui ebbe finito di sborrare, mentre mi giaceva addosso esausto e ansimava, continuando a baciare e leccare là dove un momento prima mi aveva azzannato. A poco a poco ci calmammo: il suo respiro tornò normale, il suo cazzo si afflosciò e sgusciò fuori, portandosi dietro un rivolo di sugo denso. Allora gli scivolai da sotto e mi distesi accanto a lui, che era rimasto disteso a pancia in giù.
    
    “Godi sempre così?”, gli chiesi, carezzandogli la schiena.
    
    La levigatezza della sua pelle era fantastica.
    
    “Solo con le troie che me lo fanno tirare sul serio…”, mormorò lui con voce assonnata.
    
    “Come me?”, scherzai.
    
    “Come te…”, bofonchiò Tom ormai esanime.
    
    Allora mi sollevai sul gomito e stetti ad osservarlo alla morbida luce dell’abat-jour: la schiena muscolosa, messa ancor più in risalto dalla vita sottile, il culo carnoso, le gambe tornite e ...
«1234...»