-
Alle falde del kilimangiaro - 2
Data: 02/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad
... sempre più accesi, le sue vibrazioni sempre più guizzanti in tutto il corpo, finché d’un tratto sentii il suo sfintere strozzarmi il cazzo in rapida successione e mi resi conto che stava sborrando! Era quello che ci voleva per farmi schizzare oltre ogni limite: immediatamente, mi abbattei su di lui, scaricandogli nelle budella l’eccitazione di tutta la serata. Quando ebbi finito, lo tirai fuori, senza aspettare che mi venisse molle; quindi gli allargai le natiche e stetti a guardare il suo buco dilatato, che andava richiudendosi a piccoli scatti, mentre un filo di liquido biancastro ne colava fuori, disperdendoglisi fra i radi peli dello scroto: uno spettacolo che ogni volta mi fa impazzire. Poi mi distesi accanto a lui e Tom si girò verso di me: il lenzuolo e la sua pancia erano fradici di sborra! “Accidenti! – ghignai – Vedo che te la sei goduta!” “Stronzo d’un bianco! – ringhiò lui, con gli occhi però che gli ridevano – Te la farò pagare!”, e mi diede un lungo bacio appassionato. “Per colpa tua non sono più un uomo!”, sospirò dopo. “Ma che cazzo stai dicendo?” “Ero vergine, sul serio…”, disse Tom, carezzandomi la guancia con dolcezza. “Vergine? – feci io stupito – Ma se sono entrato come niente!” “Perché ti desideravo, bianco di merda!... Ancora non l’hai capito?” ”E perché facevi finta di dormire, allora? Perché non me l’hai chiesto tu?” “Perché volevo che fossi tu a volerlo… a prendere l’iniziativa… Anche ai negri piace essere ...
... desiderati... conquistati, non lo sapevi?" A quel punto lo abbracciai e sentii il suo cazzo bagnato riprendere vigore, schiacciato fra i nostri corpi avvinghiati insieme. Facemmo ancora l’amore diverse volte quella notte, offrendoci l’uno all’altro senza alcun pudore e senza più alcuna paura. Era l’alba quando crollammo finalmente addormentati. E fu Tom a svegliarmi più tardi con un bacio. Aprii gli occhi e me lo trovai davanti in piena forma, smagliante nel suo costume rosso da bagnino, che pareva ancora più pieno, non so se rendo l’idea. “Buongiorno, Luca, - mi disse con un sorriso – devo andare. Tu resta pure quanto vuoi. Ci vediamo più tardi in spiaggia, vero?” “Certo… - ronfai, stiracchiandomi fra le lenzuola – e farò finta di annegare, così verrai a salvarmi.” “No, ti prego! – scherzò lui – Dovrei usare il salvagente d’emergenza… e non mi sembra il caso, in pieno giorno…” “Ma mi faresti la respirazione bocca a bocca…”, insistetti. “Quella te la faccio anche subito…”, mormorò lui e si sedette sulla sponda del letto, chinandosi a darmi un lungo bacio. “E anche stasera… - continuò, fissandomi con indicibile dolcezza – se… se vuoi…” C’era una domanda inespressa nell’esitazione che colsi in quelle ultime parole. Allora, mi tirai a sedere e lo strinsi a me, dandogli un altro bacio. “Ti basta come risposta, negro di merda?” “Sì, puttana bianca… - mi bisbigliò a fior di labbra – Ti ho lasciato la colazione sul tavolo… A più tardi…” Fu così che Tom ...