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The game (oblio sui binari)
Data: 03/02/2020, Categorie: Etero Autore: orsonaked
... con la lingua dava piccole leccatine goduriose. Sentii il calore del corpo contro di me: era nudo! Indovinai il suo cazzo prepotentemente duro strofinarsi sulle calze, andando poi ad appoggiarsi con la cappella, sulla mia fica calda e già abbondantemente bagnata. Allungai la mia mano per cercare di toccarlo mentre sospiravo forte per via dei suoi baci ma la sua mano mi strinse il polso come in una morsa fermandola e rabbiosamente mi sussurro': - "Troia allora non mi sono spiegato: non devi fare nulla che non sia stato io a ordinarti di fare: non prendere iniziative. Ti sei appena giocata la tua prima ammonizione: come nel calcio, alla terza scattera' il cartellino rosso e spariro' per sempre!!" La sua voce roca e calda mi inquietava e mi eccitava parecchio; improvvisamente mi prese per la nuca costringendomi a piegarmi a novanta gradi: - "Apri le gambe che ti scopo" disse forte e sentii la sua cappella puntare sulla fica per poi, con un colpo secco entrare con forza in me. Il dolore allucinante mi tolse il respiro, qualche attimo di oblio mi avvolse e poi lasciai andare un grido acuto mentre il resto del suo grosso cazzo entro' con una spinta decisa affondando come nel burro. Comincio' a pompare con decisione e prepotenza senza darmi tempo di respirare; i miei gemiti erano un lungo ululare, godevo in modo estremo cosi come estremo era il dolore ma volevo quel cazzo favoloso sempre di piu', di piu'! Non mi sentivo mai sazia: - "Di piu' dammene di piu' di ...
... cazzoooo" gridai senza piu' pudore e uno schiaffo forte sul culo mi smorzo' in gola le parole - "Secondo cartellino giallo, troia, ti avevo avvertita" Mi maledissi pensando che non avrei piu' potuto commettere alcun errore. Passo' un tempo non quantificabile che a me sembro' infinito nel quale non smise mai di pomparmi, cambiando solo il ritmo: ora maledettamente piano, ora bestialmente veloce e ormai la mia patatina comincio' ad abituarsi a quel tremendo bastone facendomi urlare di meno e godere di piu'. Lui si accorse di questo e arpionate le mie tette e i miei capezzoli durissimi comincio' a tirarli e stringerli con molta forza. Il dolore mi fece gridare e agitare nuovamente con la conseguenza che arrivai a impalarmi da sola su di lui, rimasto fermo, per quanto freneticamente mi muovevo. Poi improvvisamente estrasse il cazzone dalla mia passerina facendomi risucchiare aria con la bocca per la sorpresa e lasciandomi in balia del buio. Mi ci vollero lunghi attimo per calmare il respiro e smettere di mugolare e quando finalmete ci riuscii mi ritrovai immersa in uno scuro silenzio, rotto solo dal ritmo cadenzato del treno. Non un fiato, non un rumore, non una parola mi fecero pensare di essere rimasta improvvisamente sola: ebbi paura di prendere qualsiasi iniziativa, sapevo che un altro errore, uno solo sarebbe stato fatale e il gioco sarebbe terminato immediatamente, cosi rimasi immobile, in silenzio e in attesa. Orecchie tese e occhi spalancati ero un fascio di nervi: ...