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Amicizie estive
Data: 04/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: alchest
... era dichiarato, o comunque gli avrei potuto creare qualche problema, quindi optai per una risposta vaga. "E' un bel ragazzo, senz'altro.. Perché me lo chiede?" "Beh devi sapere che io e Gianluca abbiamo un rapporto speciale, che in pochi riescono ad instaurare.. Gli voglio un gran bene, so dei suoi gusti sessuali e l'ho accettato fin da subito.. Quindi non imbarazzarti a parlarne, voglio solo sapere se il mio Gianluca è in buone mani!" disse poggiandomi una mano sulla coscia, premendo "Guardi, io lo conosco da ieri ma lo trovo veramente un bel ragazzo.. Vi somigliate molto, per di più" gli risposi "Ma che bel complimento mi hai fatto! Sentirsi apprezzato da un bel giovane è bello, sai?" mi disse con totale disinvoltura mentre cominciò a massaggiarmi la coscia. Non potevo non notare quel suo slip azzurro così aderente, che l'erezione che lo gonfiava non si fece notare poco. Buttai il mio sguardo all'istante e lui ovviamente ci fece caso, e sorridente mi disse "Eheh, mi spiace, spero non ti imbarazzi.. E' il problema di ogni uomo al mattino, no?" "Vero!" gli risposi imbarazzato.. Cazzo era un bell'uomo, mi dava la totale sensazione che ci stesse provando.. Ma quanto fa strano che il padre di un ragazzo che ci ha provato con te il giorno prima, ci stia provando con te ora? Presi tutta la sfacciataggine che avevo in corpo e gli chiesi "Quanto tempo pensa ci potrà regalare Gianluca prima che arrivi in spiaggia?" poggiandogli anche io la mano sulla gamba ma spingendola subito verso ...
... l'inguine. Lui sospirando e facendo pulsare quel costume, mi rispose "Penso una decina di minuti, ma non farti alcun problema, fai quello che senti" e, sedendosi vicino a me, mi infilò la lingua in gola. Mi poggiò una mano sulla spalla abbracciandomi, e tenne l'altra mano sulla mia coscia scorrendola verso l'interno del costume a pantaloncino. La sua lingua mi si aggrovigliava in gola, insalivata, con quei movimenti di testa sensuali e caldi. Quella spiaggia vuota era una benedizione. Decisi di impugnare quell'asta dura ancora limitata dall'elasticità di quel costumino, massaggiandogli le palle. Lui cominciò ad ansimare, facendo forza sulle gambe per sentirsi più alto di me. Dopo quella lunga limonata, lui si alzò in piedi mettendosi di fronte a me tastandosi il pacco con le sue enormi mani da operaio di fabbrica. "Lo vuoi, vero?" mi disse guardandomi, ancora con quegli occhiali da sole sul viso. Non gli diedi risposta, slacciai semplicemente il costume, che già perse elasticità lasciandosi andare alla pressione di quell'erezione mattutina. Lui alzò il costume dal lato, lasciando uscire due palle grosse, appese, che afferrai e leccai guardandolo negli occhi. Da dietro lui vidi arrivare Gianluca, e andai nel panico. "Cazzo c'è tuo figlio" gli dissi, e lui in tutta tranquillità rispose "Tranquillo, fidati.. Continua pure" e nel mentre, il figlio scese, avvicinandosi a lui.. "Ah, siamo già a questo punto? Sono in ritardo!" disse toccandosi già il pacco. Mi si misero entrambi di ...