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Matilde 01-16 - padrona
Data: 05/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Alex46
Finalmente Michele ritorna! Tra noi tre è grande festa, ogni sera ci vediamo da loro e si finisce sempre a letto. Praticamente a casa mia ci vado a cambiarmi la mattina e basta. E, durante la giornata, la solita routine di lavoro. Una sera, a cena da loro, per scherzo, non so come, me ne esco con una frase del tipo, “stasera fate quello che vi dico io, sono io che comando”. I due, ridendo, accettano, tutti eccitati per quello che sarò in grado di inventare. In un orecchio a Debra dico di aspettarsi di prendere il cazzo di Michele solo in bocca, e nulla più. La serata scorre piacevolmente, fra risate e piccoli imbarazzi che alimento per scaldare l'atmosfera. Quando Debra serve il creme caramel mi diverto a imboccarla come una bambina, facendole aprire la bocca e tirare fuori la lingua. Subito dopo l'ultimo boccone la bacio, riprendendomi il creme caramel che aveva ancora in bocca. Lei ride; sembra un po’ brilla, ma non ha bevuto, accetta i miei scherzi con disinvoltura, e la tensione è ormai quasi insopportabile. Trovo il modo di chiamarla in cucina, per appartarci un momento: appena entra la bacio nel modo più lascivo. Le alzo la gonna e la palpo, senza tanti complimenti, nel modo in cui so che normalmente si bagna subito. Le dico cosa succederà, più tardi. - Questa notte ti leccherò fino a sfinirti... ma faremo a modo mio. Avrai il cazzo di Michele che ti tapperà la bocca mentre ti lecco la figa, così è sicuro che starai zitta. Proprio come ti avevo ...
... promesso. E non osare discutere, si farà così e basta. È strano che io parli in modo così duro, quasi mi stupisco io per prima. Ma mi eccita da morire, e voglio andare fino in fondo. Sembra che anche lei si stia eccitando, in questa pretesa obbedienza: così trovo il coraggio di andare avanti. - Quando saremo di là, tu ti abbassi gli slip senza toglierti la gonna. E lo fai piano, per farci vedere che mi obbedisci volentieri. Lo fai in piedi, davanti a noi, ma girata in modo da esporci il culo; e quando le mutandine saranno basse alle ginocchia, ti chinerai in avanti in modo da abbassarle ancora e mostrarci il culo in pieno. Voglio che il tuo culo entri nel cervello di Michele. Poi ti sdrai sul divano, a pancia in giù: gonna alzata e slip alle caviglie. Così devi stare, ferma. È tutto chiaro? Qualche volta le avevo dato ordini di vario genere, prima di allora, e mi aveva sempre guardato con stupore, indipendentemente dall’obbedirmi o meno. Perciò mi aspetto un rifiuto da un momento all'altro. E invece annuisce, senza altri commenti. È rossa in viso e, come sempre, davvero molto bella. Mentre mi avvio verso la porta - Resta qui fino a quando non ti chiamerò – le dico - e non toccarti. Se la figa ti tira troppo, puttanella, puoi strusciarla contro l'angolo del tavolo. Ma non toccarti per nessun motivo. Ti piace che ti chiami puttanella? O preferisci troietta? Lei non mi risponde, ha gli occhi bassi e aspetta solo che io esca dalla cucina. Allora io torno in sala, ...