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Diario di un sicario
Data: 07/02/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet
... chi uccidi sia giovane o vecchio? Uomo o donna? Bruno o biondo? Non tocca a me fare la cernita. Io sono come la falce della morte. La falce della morte? Perché la cito? Mania di onnipotenza? Forse per via di quel cazzo di affreschi medievali che ho visto di recente dove la falce della pestilenza colpisce tutti? Tutti indistintamente, il re e il mendicante. Sento la storia. E’ una storia di vendetta. Un colpirsi negli affetti più cari. Causare dolore perché non si ritiene sufficiente sopprimere chi si odia, si vuole prolungare il suo dolore, riuscire a farlo trasformare in rabbia cieca e poi in disperazione. Il sadismo portato all’eccesso. -Non me frega un cazzo il perché, se è morta una altra ragazza come lei, chi.. e cosa. Va bene.. lo farò..- Non è vero.. e il Gobbo lo sa. Lo farò perché il padre della ragazza è lui. Dopo.. sapere che diverrà pazzo di dolore mi da una sensazione gradevole. E’ piacevole essere lo strumento del destino. A volte. Gli accordi. I soldi tutti e subito. Il conto dove versare. Eliminare ogni traccia. E… sapere che non si torna indietro. Mai. Il contratto va rispettato sempre e comunque. I giorni della preparazione. Penso a come fare. Mi servono due persone. Una che mi avvisi quando passa la macchina. E una donna che attraversi un passaggio pedonale con una carrozzina per bambini. Il resto è affare mio. La colpirò mentre la portano a scuola. Una scuola di ricchi.. ormai basta avere soldi e entri dappertutto, non interessa chi e cosa sei. Il denaro è ...
... il passepartout di ogni porta. Come spiegare l’eccitazione nel preparare un omicidio? E’ come essere un direttore di orchestra, bisogna far coincidere i suoni dei violoncelli con quelli degli ottoni. Curare i particolari per evitare gli errori senza rimedio nella esibizione. Si vive di adrenalina. Ci si carica per poi arrivare al clou di eccitazione nell’attimo che si spara... che vedi poi aprirsi i fiori rossi di sangue nel tuo bersaglio, che sai che hai portato a compimento il tuo compito. Si... uccidere è un piacere. La prima volta è davvero terribile ma poi ci si fa l’abitudine. Non credo di essere colpevole di fronte al mondo più di chi uccide forme di vita diverse da quella umana. Che differenza c’è? Uno uccide galline, pecore, manzi ? Io uccido uomini ma per dei motivi. Validi o no ma sono dei motivi. Non sono i miei questi motivi... ma cosa importa? Dite che sono pazzo. O siete voi i pazzi che non capite? Poi scema l’eccitazione e subentra la nausea. E’ una conseguenza quasi naturale. E’ difficile restare lucidi in fase di rilassamento, è il momento che il predatore può diventare a sua volta preda. Devo osservare tutto, un uomo che richiama la tua attenzione perché ha un diverso impermeabile ma le stesse scarpe? Molti altri particolari devi osservare, devi essere attento, vigile. Se riesci a innestare il tuo senso del pericolo senti un vibrare dei capelli sulla nuca quando capita. Devi vivere di sensazioni e dar loro credito. Il periodo della preparazione. Ho bisogno ...