1. Marialetizia ed il bellimbusto - cap1 di 2


    Data: 08/02/2020, Categorie: Etero Autore: Zindo

    ... ripensato a quando mi hai detto che ci vediamo domani in ufficio,... ecco volevo dirti che domani io non ci sarò, ho preso un giorno di ferie perché ho alcune cose da sbrigare e siccome Martina, mia figlia è in gita scolastica, approfitto del mio essere sola per pensare anche alle faccende personali una volta tanto. ...Ti ho disturbato? Stavi facendo qualcosa di importante?... No?..Allora, beh forse sono sfacciata ma sai, è la prima volta che sto senza Martina e cenare da sola mi fa tristezza, ...ti andrebbe di cenare insieme? Offro io ovviamente, sei mio ospite, da sola non mi va e.... davvero? Ma certo! Tempo venti minuti e sono pronta!...ti aspetto.”
    
    Augusto aveva accettato il suo invito.
    
    Marialetizia si sentì euforica come mai era stata. Anziché affrettarsi per prepararsi ad uscire si mise davanti allo specchio a parlare con il suo riflesso: aveva bisogno di dire a qualche altra persona la sua gioia. Del suo riflesso si fidò ciecamente e, ad alta voce le esternò i suoi pensieri: “Non me ne frega niente di come mi giudicherà, non credo che mi capiterà ancora di poter stare con lui o con un altro, senza Martina. O questa sera o mai più. Me lo spupazzerò, lo strapazzerò, ...
    ... voglio sfinirlo, rifarmi di tutte le privazioni del passato. O adesso o chissà quando, forse mai. E' questo il momento, sarò troia come lui neanche immagina che una donna assetata di cazzo possa essere... Ho detto cazzo, si l'ho detto, ne ho voglia...lo voglio qui...”. Batté le mani sulla figa, poi passo la mano aperta sopra il pelo e un dito si abbassò più degli altri per infilarsi tra le grandi labbra dischiuse e si inumidì. Non era acqua residua della doccia, ma i suoi umori sgorgati dall'interno a lubrificare già la parte vogliosa.
    
    Le lancette dell'orologio correvano ma Marialetizia perse la cognizione del tempo, attardandosi a guardare se stessa nello specchio, toccandosi i capezzoli con una mano e stuzzicando il clitoride con l'altra, pregustando tutti i piaceri che si aspettava da quella nottata.
    
    Il trillo del campanello la destò riportandola al mondo reale. Augusto era già arrivato, lei era ancora nuda. Non si scompose. Dal citofono gli disse:” Scusami ma non sono ancora pronta, sali sopra, sono al terzo piano, prendi l'ascensore e vieni su”
    
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    Un poco di pazienza per favore, quando arriverà l'ascensore, arriverà anche il secondo capitolo
    
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