1. Fuori sede


    Data: 08/02/2020, Categorie: Etero Autore: Mr Gwyn

    Quando finalmente, lo chiamarono dalla sede centrale, per comunicargli la destinazione, ci andò col cuore leggero e pronto ad affrontare questa nuova esperienza, senza troppe ansie. Ricordava la fatica fatta, per ottenere questo lavoro, vincendo un concorso inseguito per anni, non era il momento di fare il difficile. Pensò alla “campagna”, mentre il responsabile del personale, gli comunicava il nome del piccolo paese, nel quale era diretto, avvertendolo, che non avrebbe potuto chiedere il trasferimento prima di ventiquattro mesi e anche dopo, non era assolutamente detto gli venisse concesso. Meglio mettersi l’anima in pace e cominciare a pensare in piccolo, considerò, anche se non riusciva ad immaginarsi in quell’ambiente. Preparò i bagagli, salutò amici e parenti e partì alla volta della destinazione, il viaggio in auto fu tranquillo, solo uscendo dall’autostrada impiegò un po’ a trovare le indicazioni per il paese, ma dopo qualche incertezza, finalmente arrivò. La piazza era piccola, accanto al comune ed alla chiesa, c’era l’ufficio postale e una banca cooperativa. Entrò presentandosi alla direttrice, la signora Elide Dazzi, una donna affabile e alla mano, era del posto e spiegandogli le mansioni alle quali sarebbe stato assegnato, lo confortò, dicendogli che non si sarebbe affaticato troppo e che tutto sommato, gli era andata bene, la sua città natale non era lontanissima e nel fine settimana, se avesse voluto, poteva tornarci. Gli affitti erano economici e le ...
    ... disponibilità, specie fuori del paese, diverse, seppure con una limitata comodità. In attesa di trovare qualcosa che facesse al caso suo, poteva alloggiare alla pensione Vanelli, proprio accanto alla chiesa, la domenica sarebbe stato svegliato dalle campane, ma presentandosi a nome suo, avrebbe goduto di un trattamento di favore. Parole che gli fecero tornare in mente, quei film anni ’50-60 in bianco e nero, visti col nonno quando era un ragazzino, nei quali, chi si spostava per lavoro, cercava un luogo dove poter ritrovare il conforto di casa. Uscendo dall’ufficio postale attraversò la piazza e si presentò al signor Saro Vanelli, il quale lo squadrò, prima di rivolgergli la parola. - Buongiorno, sono il nuovo postino, vengo a nome della signora Dazzi, ho bisogno di una stanza - disse l’uomo perplesso dall’accoglienza, a quel punto lo sguardo burbero del vecchio si rasserenò facendogli strada su per la scala, fino alla stanza che gli spacciò per la migliore. Entrando, venne investito da un profumo di lavanda e di pulito, odori che lo misero di buon umore. Una volta uscito il signor Vanelli, si accomodò sul letto, provando la tenuta del materasso, che sembrò di tutto rispetto; completavano l’arredo della camera, una scrivania, un armadio e due comodini, il bagno era in fondo al corridoio e in comune, come da tradizione. Fece qualche telefonata per avvisare del suo arrivo, rendendosi conto di quanto fosse complicata la ricezione e poi, cercò di conoscere i dintorni, di quella che a tutti ...
«1234...7»