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Fuori sede
Data: 08/02/2020, Categorie: Etero Autore: Mr Gwyn
... gli effetti, sarebbe stata casa sua, almeno per i prossimi due anni. Uscì dalla pensione, avventurandosi in una passeggiata esplorativa. Notò che a parte qualche piccola ed indispensabile attività commerciale, come il salumiere, il macellaio, la farmacia, il fruttivendolo, non c’era nient’altro. Uscì dal centro abitato, attraverso un sentiero battuto, piuttosto solitario. Il bosco costeggiava entrambi i bordi stradali, il paesaggio autunnale era suggestivo, si sarebbe disintossicato dalla città e chissà che l’idea di tornarvi, lo abbandonasse del tutto. Comparvero le prime abitazioni, più simili a casolari che a vere e proprie case, le immaginava un po’ fredde e prive di quei servizi essenziali, che i cittadini ritengono indispensabili. Dopo qualche chilometro, si fermò ad osservarne una, sembrava essere stata ristrutturata da poco, dalla strada, sbirciò dentro, sperando che nessuno venisse fuori minacciandolo, geloso della sua tranquillità agreste, qualcuno però uscì, era una donna sui trent’anni, forse incuriosita da quella figura che sostava davanti casa sua, imbarazzato, borbottò: – Buongiorno – sembrò sorpresa nel vederlo, come se non accadesse di frequente, di incontrare persone in giro da quelle parti, poi però, prese coraggio e rispose al saluto: – Buongiorno – mormorò sfoggiando un sorriso solare, che sotto il viso dolce e un caschetto di capelli scuri, ingentiliti da una frezza azzurra, le donavano un aspetto punk, che colpì la sua fantasia. Vincendo la consueta ...
... ritrosia e la naturale timidezza, si spinse a chiederle: – É molto che vive qua? – Poi scuotendo la testa, aggiunse. - Perdoni la mia invadenza e la scortesia, non mi sono neppure presentato, mi chiamo Oscar Mari – disse offrendole la mano e abbozzando un sorriso, lei la strinse e ricambiandolo disse: - Anna Ricci, piacere – - Sono il nuovo postino e facevo un giro, per rendermi conto di cosa mi aspetta, sa, vengo dalla città - - La capisco, anche io mi sono trasferita dalla città e ancora sto cercando di adattarmi a questa nuova vita - - Mi rendo conto, il paese è distante, ci si sentirà un po’ isolati - mormorò, provando disagio, nel parlare con una donna sola in casa. - Si, è così, non mi capita spesso di scambiare due chiacchiere con qualcuno, mio marito è fuori tutto il giorno e quando torna è stanco e non ha sempre voglia di parlare - queste ultime parole le pronunciò mentre abbassava lo sguardo, quasi a voler nascondere un disagio, che sapeva le si sarebbe letto, negli occhi profondi e scuri. - Vorrà dire che quando passerò per il mio giro, ci prenderemo un caffè - disse, mitigando un’atmosfera all’improvviso diventata pesante. - Mi farebbe molto piacere, passi, pure se non ha posta da recapitare, sono sempre in casa - disse Anna tornando verso la porta. - D’accordo, sarà un piacere, a presto allora, buona giornata - concluse allontanandosi e riprendendo la via del ritorno. - A presto - ripetè lei agitando la mano. Il giorno dopo prese servizio, la prima settimana fu ...