1. Fuori sede


    Data: 08/02/2020, Categorie: Etero Autore: Mr Gwyn

    ... troppo stanca per riuscirci - confidò, mettendo giù la sua tazzina. - Cosa le piace? - - Di tutto, ho letto i classici, libri horror, narrativa, noir e adoro il cinema - disse ravviandosi il caschetto corto che le incorniciava il volto, dagli occhi scuri e profondi. - Abbiamo due cose in comune, i libri e il cinema, ci sono sale, qua intorno? - - Solo una - mi disse rammaricata. - Non è il massimo ed ho visto che anche i cellulari non hanno molto campo - mormorò chiedendo conferma dell’esperienza avuta in quelle settimane. - Capita di rimanere isolati per qualche ora, non sempre, ma è un’eventualità - disse piegandosi verso i calzettoni viola, per tirarli su. - Possiamo darci del tu Anna? - chiese all’improvviso. - Certo Oscar - rispose sorridendo. Guardò l’orologio e si alzò, prima di andare, chiese se poteva approfittare del bagno, Anna gli indicò la porta in fondo al corridoio. Entrò e si liberò la vescica, mentre si lavava le mani, sotto al lavandino vide il cesto della biancheria, abbandonati sopra di esso, un paio di slip viola con pizzo nero, non resistette, li prese tra le mani, li osservò, notando tracce di umori sul tessuto leggero, vi affondò prima il naso e poi lasciò che la lingua li leccasse via. Ebbe un’erezione. Uscito dal bagno tornò in cucina a prendere la borsa, Anna lo aspettava in piedi, con le mani conserte sotto i seni generosi. - Grazie per il caffè - disse indossando la tracolla. - Grazie per la compagnia - rispose lei, facendogli strada verso la ...
    ... porta. - A presto allora, sto cercando casa qua intorno - - Magari diventiamo vicini - disse sorridendo - C’è questa possibilità, devo decidere, lo farò presto, sono stanco di stare in quella pensione, desidero un po’ di riservatezza - disse raggiungendo il cancello. - Ti capisco. Vedrai che troverai quello che fa per te - - Ne sono certo. Buon pomeriggio Anna - - Buon pomeriggio Oscar - Salì sul motorino, si voltò, era ancora sul cancello, lo salutò con un sorriso che lui ricambiò, poi mise in moto e partì. Qualche giorno dopo lo chiamò l’agente immobiliare, chiedendogli se aveva preso una decisione. Pensò alla casa più vicina ad Anna e la prese. Il trasloco venne completato in un fine settimana, ormai erano circa due mesi che si era trasferito, cominciava a familiarizzare con le persone che vedeva quotidianamente, a cominciare dal giornalaio, che lo aspettava ogni mattina, con l’unica copia che si faceva mandare de Il Messaggero, il quotidiano di Roma, un gesto affettuoso, che ricambiava, portandogli la colazione quando passava a ritirarlo. Rivide Anna qualche giorno dopo il suo trasferimento nella casa, li dividevano circa duecento metri, i terreni confinavano, anche se nessuno dei due se ne prendeva cura. Non aveva avuto modo di recapitarle altra posta e il ricordo della loro ultima chiacchierata riecheggiava nella sua testa, soprattutto, gli tornava in mente il profumo delle sue mutandine, il sapore dei suoi umori. La solitudine di quella donna, si avvertiva, pulsava, la ...
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