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In treno, col controllore e l'autista
Data: 09/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Asseffect
Sono sul treno, di ritorno verso casa… Sono stato fuori per andare a visitare una città, e, complice il periodo e l’ora tarda, non c’è alcun passeggero nel mio vagone. E non penso ci siano molti passeggeri in generale, visto che in quasi due ore non ho visto nessuno. Sono con le cuffie ad ascoltare un po’ di musica e sento qualcuno che mi picchietta sulla spalla. Mi giro per trovarmi di fianco un controllore, che mi chiede di vedere il biglietto. Mentre glielo mostro gli chiedo quanti passeggeri ci siano effettivamente sul treno. “Siamo in 7 in totale” mi dice, “considerando me e l’autista in cabina. Non è un periodo troppo gettonato questo, e con la crisi la gente preferisce stare a casa”. Si siede poi dall’altro lato del corridoio, e io ricomincio ad ascoltarmi la mia musica. Noto con la coda dell’occhio che mi sta fissando, e che con una mano si sta toccando il pacco. Indossando i pantaloni della divisa noto un bozzolo, e alzando lo sguardo noto che mi ha visto guardare, e, senza parlare alza le mani, aprendole, tenendo gli indici ad una certa distanza fra loro. Togliendomi le cuffie gli chiedo cosa mi voglia dire: “Ti sto indicando la lunghezza del mio pisello, per quanto vale, è quello che stai guardando sotto i pantaloni, no?” “Scusi”, gli rispondo arrossendo “ma mi sembrava di vederla che si toccava, non ho fatto apposta”, e intanto cerco di capire cosa intenda con quel . “Mi hai fatto venire voglia tutto qui”, mi risponde con un sorriso dolce, ...
... “hai un bel fisico e non sono riuscito a controllarmi”. Avendo capito la situazione, e cominciando ad attizzarmi anch’io metto via le cuffie e blocco il cellulare: “Beh”, gli dico, “che ne dice di passare un po’ di tempo assieme? Ci dovrebbe volere ancora un po’ per arrivare, tanto vale divertirci finché possiamo”. Si alza, mi fa cenno di seguirlo e si dirige verso l’uscita del vagone. Prendo lo zaino e lo seguo. Passiamo attraverso i vagoni andando verso la punta del treno, e mi fa strada verso la cabina di guida. Prima di questa c’è una stanzetta con una branda, delle sedie ed una macchinetta per il caffe. “Dammi un secondo, avviso il mio collega di non preoccuparsi” mi dice, e sparisce in quella che presumo essere la cabina di pilotaggio. Poco dopo torna informandomi che il suo collega non ha problemi e che ci augura di divertirci. Detto ciò inizia a togliersi la giacca e la camicia, appoggiandole su una delle sedie. Noto che ha un ampio petto villoso, due spalle taurine e un pelo di pancetta. La faccia sorridente è illuminata da due occhi scuri, le sopracciglia folte e grigie, un paio di baffi ed una barba curata attorniano la bocca. I capelli, tagliati corti, hanno sfumature grigio biancastre. Avvicinandosi a me si avvicina per baciarmi. Dapprima un bacio leggero, poi schiude le labbra e infilo dentro la mia lingua. Limoniamo un attimo, poi, a malincuore, si allontana da me e mi sfila felpa e maglietta, che appoggia ripiegate sull’altra sedia. Si ...