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Tre iene e un lupo solitario
Data: 09/02/2020, Categorie: pulp, Autore: Edipo
... peso sul suo letto. Dopo tre giorni di malattia, la mattina del quarto Rosalba grande portò il barone ancora debole alla grande tinozza dove gli preparava il bagno e vincendo la sua ritrosia lo spogliò come un bambino per lavarlo. "Non vergognatevi di me, potrei essere vostra madre e davvero il mio affetto per voi è quello per un figlio." In verità le sue mani non sembravano materne quando indugiavano troppo su certe parti del corpo e poco materna fu la frase che pronunciò alla fine del bagno mentre gli asciugava il corpo dopo averlo coperto con un grande panno. "Oh padrone, che bel corpo avete, sembrate un adolescente senza un filo di grasso e se non fossi una vecchia mi concederei volentieri a voi." Lancillo si sentiva premere contro gli enormi seni di Rosalba grande e ancora intontito dal male e dalle medicine non reagiva a queste parole. Né reagì quando la vecchia raccontò ridendo alla figlia come fosse bello e appetitoso il corpo del padrone. Rosalba media disse che voleva vedere con i suoi occhi e che la prossima volta averebbe provveduto lei alla pulizia del barone. Non so o forse ancora non ricordo se il barone avesse mai conosciuto l'amore fisico nella sua vita. Era stato fidanzato da ragazzo con la figlia di certi nobili suoi mezzi parenti ma tutto si era concluso nel nulla e tutti pensavano che fosse stata una fortuna per la ragazza. In paese non mancavano due o tre donne che riscaldavano gli uomini d'inverno e li raffreddavano d'estate ma mai lui fu visto tra i ...
... loro frequentatori. Era opinione di molti, a cominciare dal farmacista, che il suo male avesse tra le conseguenze l'impotenza ma bisogna considerare che il farmacista era un gran pettegolo e aveva il dente avvelenato contro Lancillo perché si curava con le sue polverine e non si serviva mai da lui. Comunque fosse, le lusinghe delle donne che assicuravano non avere mai visto un uomo più bello e dal corpo più virile, ogni giorno colpivano la fantasia morbosa del padrone, aprendogli scenari che non aveva mai immaginato. Rosalba media come già ho detto, era la copia della madre ma con vent'anni in meno era ancora fresca e soda e le sue carni abbondandi erano come ricordi d'infanzia, di balie che allattavano stringendo bambini alle turgide poppe, di rapidi amplessi consumati con docili cameriste in anditi bui o in solai illuminati dalla luce del tramonto. Un giorno il barone non resistette e allungò le mani sui seni della donna che rise e chiese scherzosa se gli piacevano così tanto. Se li scoprì e il barone tornò all'infanzia e succhiò avido i capezzoli mentre lei gli chiedeva cosa le avrebbe fatto succhiare in cambio. Il magro corpo di lui si inerpicò sul grosso corpo di lei e il risultato fu una cavalcata travolgente che sorprese anche la donna che fissò stupita l'enorme quantità di seme che le era stata rovesciata sul ventre. La sera il prode erede di una casata di eroi e di amatori giaceva esausto sul letto quando ricevette la visita di Rosalba grande. La donna gli rivelò di ...