1. Un'amazzone di nome Ilaria


    Data: 10/02/2020, Categorie: Etero Autore: Coren

    Su un livello puramente biologico, è risaputo che l'attività sessuale � o semplicemente SESSO se parliamo tra noi intimi � sia molto salutare. Essa infatti libera sostanze quali l'endorfina, che riduce drasticamente dolore e preoccupazioni. Ma soprattutto, per quanto riguarda noi uomini, c'è un aumento dell'adrenalina e, conseguentemente, della propria autostima.E' esattamente così che aveva funzionato per me, dopo l'incontro con Giulia (vedi racconto precedente).Ma questa sensazione di poter spaccare il mondo non dura per sempre. Svanisce quando ti fermi. E ben presto, per i mesi che sarebbero seguiti almeno fino all'inverno successivo, fui vittima di brutti pensieri, brutte domande e menate mentali controproducenti.La prima delle quali era: Giulia, che ormai non si faceva più sentire da un po', era stata davvero attratta da me o aveva semplicemente un'attrazione sessuale per gli inesperti?Potrà sembrare strano, ma la cosa non mi eccitava. Anzi, mi rendeva triste. Perché, sotto sotto, mi ero invaghito di quella ragazza.Dopo le vacanze natalizie di quell'anno, mi sentivo molto fiacco e così decisi di iscrivermi in palestra. Personalmente non credo che riuscirò mai più a frequentare una palestra nel periodo più freddo dell'anno, ma quello riuscii comunque a godermelo. Il mio orario di allenamento oscillava tra le 17:00 e le 19:00, quando uscivo da lavoro, e verso quella fascia oraria la palestra brulicava di miei coetanei, il che mi permetteva stringere molte ...
    ... amicizie.C'erano molte ragazze. Ovviamente troppi ragazzi, e come al solito questo generava numerose competizioni a cui non partecipavo nemmeno. Tra le tante signor donzelle che mi danzavano vicino, però, ce n'era una che mi incuriosiva particolarmente per il suo carattere un po' sbarazzino. Ilaria.Era bassina ma tonica, con capelli biondi che legava in una coda di cavallo. Di lei notai immediatamente quella sua abitudine di alzare uno dei lati dei pantaloni da ginnastica all'altezza della coscia e lasciare l'altro giù.Devo essere sincero: non ero particolarmente attratto da lei. Non che fosse brutta, al contrario. Era molto carina. Credo però che mi sentissi intimorito dalla sua energia: non stava ferma un attimo, non intervallava i set degli attrezzi, passava da un esercizio all'altro senza interruzione, sollevava i manubri da sei a dieci chili per i bicipiti. Credo che se l'avessi sfidata a braccio di ferro mi avrebbe rotto una spalla. Aveva all'epoca 21 anni, due più di me.Tra i maschi della palestra c'era qualche temerario che sfidava la sorte e la corteggiava (ops: TENTAVA di corteggiarla). In queste occasioni lei appariva decisamente infastidita e rispondeva per le rime, come una leonessa che difende i propri cuccioli.Da parte mia... un po' perché mancava l'interesse, un po' perché non volevo finire sbranato come gli altri, nonazzardai mai alcun approccio. Non la guardavo, non le rivolgevo la parola. Il massimo che mi concedevo era sostenere il suo sguardo quando lo incrociavo sullo ...
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