1. Leccalecca


    Data: 15/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Urcaloca

    Eccola finalmente uscire dallo studio del ginecologo da cui Marina si era recata per una visita di ruotine, io la aspettavo fuori vista la condizione dei parcheggi.
    
    Mi ero offerto di accompagnarla per non diradare le nostre uscite, data la disinvoltura con cui cambiava partner, Marina andava tenuta sotto controllo e io pur essendo l’ultimo di molti della compagnia che se la erano fatta, sia maschi che femmine, volevo dare una continuità alla nostra storia anche se con una così era più facile dirlo che farlo.
    
    Oltretutto lei amava raccontare le sue scopate e questo un po’ mi stuzzicava ma quando è troppo è troppo, come ad esempio quando mi ha raccontato che tre sere prima mi aveva dato buca perché un magazziniere del supermercato la ingrifava tanto da lasciarsi convincere a una pizza seguita da scopata nel minivan del tipo. Del resto da una che scopa a raffica senza problemi, di certo non puoi aspettarti fedeltà e un atteggiamento monastico.
    
    Sale in macchina e la vedo strana, su di giri e leggermente stravolta nel trucco e nella capigliatura.
    
    -Tutto bene la visita?- le chiedo
    
    -Sono sana come un pesce, altrimenti non mi avrebbe mica scopata come ha fatto-
    
    Quella del pagamento in natura che Marina spesso e volentieri praticava, credevo fosse una leggenda metropolitana.
    
    -Non fare quella faccia- rimbrottò -Un medico del suo calibro costa almeno 160 euro, ma da quando ci siamo messi d’accordo in questo modo felice lui e felice io-
    
    Era sfrontata in modo ...
    ... incredibile e io cominciavo ad eccitarmi, anzi stavo andando fuori di testa. Lei continuò.
    
    -Fermati in un bar, devo darmi un’asciugata, quella zoccola dell’infermiera deve aver mangiato la foglia e ci ha fatto fretta continuamente, quindi mi sono dovuta tirare su gli slip alla svelta e mi sta uscendo lo sperma dalla figa. Cavolo l’amico doveva avere un certo arretrato, mi ha irrigato e sento il filo delle mutande zuppo-
    
    Era troppo, fermai la macchina a caso sotto uno degli alberi del viale fra altre due vetture.
    
    -Che idee hai- sorrise lei comprendendo benissimo che idee avessi.
    
    Le fui addosso in un attimo, cominciai a baciarla affannosamente, poi le alzai la gonna e tendendo le mani sentii fra le dita il laghetto che la infastidiva.
    
    Le baciai le tette uscite dal reggiseno e poi in un impulso irresistibile tuffai le labbra fra quelle della sua vagina.
    
    Marina aveva compreso che la situazione mi eccitava e pensò di sfruttare il mio delirio incitandomi, sapeva che ormai ero partito.
    
    -Bravo maiale, lecca la sborra di Sandro, mi ha fottuta come una cagna, praticamente ho pagato come fa una troia-
    
    Le baciai il collo e poi la bocca con la lingua intrisa dello sperma di un altro e poi entrai in quell’antro zuppo con un’erezione che quasi mi faceva male.
    
    La fottevo ansimando e lei anch’essa in delirio rispondeva alle miei sollecitazioni con movimenti scomposti e gemiti soffocati.
    
    Venni e pensai di svenire, un godimento tanto acuto non lo ricordavo dal liceo e ...
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