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Leccalecca
Data: 15/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Urcaloca
... dietro. Mi ha piantato a freddo il cazzo nel culo mentre io non potevo muovermi, mi ha incollata al muro con la sua mole e ti giuro, mi ha quasi sventrata- Tornammo a casa, era dolorante e quando si fu lavata vidi che si erano rotti alcuni capillari dello sfintere e che la zona era tutta arrossata. Ci mise una settimana a riprendersi, ma per almeno un mese non osai proporle altri giochi. Scopavamo normalmente, certo si godeva, ma l’ebbrezza della caccia, dell’avventura, dell’imprevisto mancavano. Era come se dopo un ricco banchetto, si fosse tornati a frutta cotta, stracchino e pollo lesso. Ci si nutriva ma la lussuria era altra cosa. Dopo vari mesi andammo al mare e sulla spiaggia c’era una comitiva di ragazzini annoiati, una controllata al cellulare, un bagno, due tiri a racchettoni ma più che altro guardavano le ragazze. Marina mi guardò, mi sorrise poi si incamminò verso la pineta passano in modo apparentemente casuale fra i membri del gruppo, in mezzo a loro si levò reggiseno e slip ed entrò fra gli alberi. Dopo che anche l’ultimo dei ragazzi la ebbe seguita nella macchia, mi misi in moto. Marina ...
... era a cavalcioni di uno dei ragazzi e aveva già ricevuto un paio di sbrinciate addosso, strillava come una pazza e avendomi intravisto fra gli alberi mi mandò un bacio. Era uno spettacolo vederla letteralmente coperta di giovani quasi febbricitanti di voglia, mani sul culo, sulle tette, la fottevano in ogni posizione e lei come una naiade ansimava e riceveva bordate di sperma dalle natiche agli occhi Quando anche l’ultimo dei giovani si fu scaricato mi raggiunse e appoggiandomi a un albero mi disse. -Usa lo sperma come lubrificante e inculami, voglio che mi sfondi- -ma ti farà di nuovo male!- -Soffrirò come una pazza ma con quel tipo in realtà ho goduto da farmi esplodere le tonsille. Non riesco a pensare ad altro e voglio che tu mi scassi il culo, voglio provare ancora quel godimento a costo di morire- Come resistere a un tale ordine? Leccai accuratamente la sborra che la ricopriva, le pulii i capezzoli, le labbra della figa, le natiche e poi dopo averla baciata le piantai il cazzo nel culo fino ai coglioni, l’urlo che emise avrebbe impietosito un sasso ma godevo troppo e non ci pensavo nemmeno a smettere. .