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Leccalecca
Data: 15/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Urcaloca
... lei quando si calmò, guidò la mia faccia fra le sue cosce. -Leccami ancora, lecca lo sperma magari c’è ancora un po’ di quello di Sandro, porco, ti piace lo sperma dei maschi vero, lecca, lecca- E venne di nuovo. Dopo quell’episodio lei sparì per due giorni fino al sabato, quando ci vedemmo ci recammo in un locale fuori città con un ampio parcheggio e possibilità di mangiare a ascoltare un poco di musica con una piccola pista dove ballare, Attorno c’era la tipica presenza di maschi dall’occhio voglioso che verificavano se ci fosse trippa per gatti. Ballammo qualche minuto poi andammo al bancone e lei mi sussurrò all’orecchio –Replay?- Sapevo a cosa alludesse e da quel pomeriggio non pensavo ad altro -Dammi le chiavi della macchina e vieni fuori fra venti minuti- Tornata in pista ci mise zero secondi a essere attorniata da due amici che la stringevano con fare bellicoso. In meno di tre minuti li vidi uscire dirigendosi verso il parcheggio. Addirittura due, la scrofa andava a mille quella sera. Vedevo scorrere le lancette e l’immaginare di quel che stava accadendo fuori mi riempiva di un languore infinito. Al quindicesimo minuto non resistetti e uscii, sugli scalini vidi di ritorno i due, captai solo alcune frasi che dimostravano la loro incredulità nell’aver trovato una tale maiala. In pochi balzi giunsi alla macchina. Marina era nuda con le gambe alzate sul cruscotto per non fare uscire lo sperma e uno dei due le aveva spruzzato di ...
... seme le tette e la guancia. -Bravi ragazzi, ma un po’ confusionari, comunque mi hanno scavata a fondo- Io ammiravo la striscia di sperma sul seno e leccandolo fino alle labbra glielo ficcai in figa, anche quella volta l’erezione era stupefacente e fu una scopata da 10 e lode. Quando conclusi ripetei il rito dell’abluzione fra le sue gambe, doppia razione c’era da succhiare due sborrate, lei era estasiata. -Ma che porco che sei, un vero sommelier della sborra- Praticamente ci mettemmo insieme spinti dalla passione smodata che i due episodi avevano generato. Io ripensando ai particolari venivo assalito da dubbi e anche da po’ di nausea, ma che dire? Marina pareva votata al godimento e mi chiedeva di apprezzare la cosa e prendere la vita con leggerezza. -In fin dei conti è un gioco, non facciamo male a nessuno, andiamo a letto per divertirci non per fare figli, ci divertiamo, godiamo come pazzi e altrimenti che scopiamo a fare. Non smosciarti con teorie di cripto omosessualità, pensa a godere- Tutto bene, in teoria, ma le nostre pratiche erano diventate una abitudine, di più un vizio, un fissazione. Appena possibile ci esibivamo in performance da dare i brividi, godevamo come pazzi ma mi rendevo conto che da tempo non facevamo l’amore in modo normale sacrificando amici e attività diverse. Giravamo per locali e discoteche ricercando come e chi irretire. Di solito io restavo in un angolo a bere, mentre lei si metteva in mostra e si faceva scopare nei ...