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Leccalecca
Data: 15/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Urcaloca
... cessi, nei magazzini delle scope, nei ripostigli della cucina. Di solito iniziava con un pompino fatto nel corridoio che conduceva ai cessi e poi con la bocca piena di sperma mi raggiungeva e mi baciava appassionatamente. Questo per scaldarsi, a volte entravamo insieme e mentre io mi chiudevo in uno dei bagni lei si appoggiava al lavandino dando la schiena a chi entrava e poi alzava il vestito scoprendo il culo e abbassando le mutandine . Non tutti avevano la presenza di spirito di approfittarne ma prima o poi uno si metteva dietro e iniziava a fotterla, era la stura, uno dietro l’altro c’era una file di cazzi che le sborrava in figa sussultando, lei incitava e dopo tre o quattro li faceva finire sulla faccia o sulle tette. Aspettava un momento di calma e poi entrava nel cesso con me. -hai visto in quanti mi hanno chiavata, ecco una secchiata di sborra per te!- E mi appoggiava la figa sulla faccia da cui usciva una stalattite di sperma che impastava lingua e labbra. Poi mi saliva in braccio approfittando dell’erezione straziante che mi era venuta. Cambiavamo spesso locale, poiché quando venivamo individuati i gestori ci invitavano a uscire, non capivano bene cosa facessimo ma non volevano noie di nessun genere. Poco male, per noi andava bene di tutto, cinema, bar, discoteche, una volta anche il palasport durante una partita di volley. Stavamo esagerando, eravamo sempre più come dei predatori, affinavamo le tattiche e una sera come era ...
... prevedibile avvenne l’incidente. Eravamo in un bistrot fuori porta, aspettavamo si facesse l’ora per entrare in un locale frequentato da liceali; Marina aveva deciso di bere “Sborra novella”, come diceva con quel suo fare spregiudicato. Ma ormai aveva il radar innestato e al termine della cena mi accorsi che stava facendo le sue mosse per adescare un tale seduto al tavolo d’angolo insieme a una compagnia di amici. -Quasi quasi mi faccio un aperitivo!- Che potevo dire? Intuivo che stavamo esagerando ma ormai la cosa era andata troppo avanti, e cosi annuii. Come altre volte i suoi magheggi avevano sortito l’effetto sperato, lei si alzò e l’uomo un vero proprio gigante la seguì in bagno. Immaginavo che si sarebbe fatta scopare e che fuori mi avrebbe riservato il suo bottino in bocca o magari si sarebbe fatta venire sulle tette e io la avrei pulita accuratamente. Perso nei mei pensieri vidi la porta aprirsi e lei mi venne incontro. Era strana, camminava con le caviglie strette, a piccoli passi con una smorfia in viso. Si appoggiò al tavolo e di getto, quasi con un rantolo mi chiese di uscire, si appoggiò al mio braccio e giunti alla macchina si appoggiò al cofano con uno strillo di dolore mentre la fronte quasi toccava il cofano. -Pezzo di merda, pezzo di merda- -Ma che è successo?- -Mi fa rotto il culo, quel bestione, mi ha schiacciato contro il muro e quasi mi faceva scoppiare le tette, poi ha detto che con le cagne lui si diverte solo a sfondarle da ...