1. Luana IX - Catena di svuotaggio


    Data: 24/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: VicentinoGrey

    ... dell’elasticità del suo sfintere. Non avrebbe mai pensato di riuscirci, merito forse delle dita nere che le strizzavano con forza i capezzoli. Eppure era lì. Adesso che l’eccitazione stava crescendo e che i colpi si fecero più frequenti ed energici, la sua vulva spruzzava nuovamente i suoi umori sessuali, bagnando la figlia, sempre più in preda alla libidine di succhiare a più non posso i membri dei due forzuti. - Ti stai divertendo, mamma? Mi stai schizzando tutta! Lo sai? Adesso lascio in pace questi due bei maschi e assaggio le palle nere di questo giovane che ti sta facendo impazzire. Passò la lingua più volte sullo scroto del negro e poi se ne uscì con una frase dirompente. - Buono il tuo liquido. Se non fossimo madre e figlia, farei un pensierino su passare la lingua sulla tua patatina che sta lì. Marisa arrossì violentemente e godette. Il negro sentì il proprio sesso strizzato dalli contrazioni della donna e sfilò il sesso per irrorare il viso della ragazza. Gli altri due uomini, che avevano il proprio sesso in mano a Luana, sospirarono e afferrarono il volto gocciolante della giovane per schizzare ripetutamente il loro seme sulla sua faccia. Quando mise i piedi a terra, Marisa si distese, sfinita, mentre Luana invece si alzò in piedi, gocciolando rivoli di sperma dai ciuffi di capelli, dal mento, dalle orecchie, dalla punta dei capezzoli. Gli uomini si rivestirono e frugarono nel cassetto del comodino: trovarono i soldi tanto faticosamente guadagnati dalle due ...
    ... donne, li misero nella tasca dei pantaloni e Marisa inorridita tentò inutilmente di gridare. Il terrore le impediva di emettere suoni. Il trillo di un telefono la fece irrigidire. Come poteva chiedere aiuto, essendo seduta sul pavimento? Un secondo trillo. Perché Luana, che stava in piedi a chiazzare il pavimento di macchie lattiginose non si avvicinava al comodino? Perché non riusciva a prendere una decisione? I tre violentatori sorridevano soddisfatti. Appagati e ricchi. Lei invece era in preda all’angoscia, con il cuore che le pulsava nelle tempie e la gola inaridita dallo sgomento. Un terzo squillo le fece sbattere le palpebre e udì una voce biascicata di sonno. - Mamma, pensaci tu, per favore. Con il cuore che le martellava nel petto, la donna vide che la camera era perfettamente in ordine, ma soprattutto vuota. Afferrò la cornetta e rispose. - Buenos dias, señora. Il professore sarà qui fra un’ora. - Gracias Aprì il cassetto del comodino e vide il rotolo di banconote ancora al suo posto. Diede uno sguardo a Luana e vide che dormiva ancora serenamente. Aveva avuto un maledetto incubo. Un sogno che però aveva portato alla luce fantasie nascoste: i suoi slip erano chiazzati e sentiva ancora gli umori che inumidivano le sue mucose. Stava forse diventando più disinibita, anche in assenza di costrizioni esterne? Un altro pensiero ancor più sconvolgente la assillava: possibile che il suo subconscio avesse riconosciuto la natura molto emancipata della figlia? Emancipata era ...
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