1. L'epopea delle candele - terza e ultima parte.


    Data: 26/02/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark

    ... ce ne sono abbastanza… Il culo sembrerà più nudo…
    
    Nel giro di poco tempo avevo 15 ragazze e 5 ragazzi nudi ma con le autoreggenti da sodomizzare con un cero.
    
    - Ecco i ceri, capo. – Mi disse Valentina mostrandomeli ancora incartati nelle veline nella scatola di cartone.
    
    - Qui c’è l’acqua, – Aggiunse Laura. – Scivolano dentro meglio e quando l’acqua è assorbita non escono più da soli.
    
    - Laura… Non ti credevo così sopraffina.
    
    Arrossì.
    
    - Bene, – commentai. – Cominciamo. Mettete la prima in posa.
    
    Si diedero da fare come in catena di montaggio. Mi portarono una alla volta prima le ragazze e poi i ragazzi. Li facevano mettere in ginocchio, li piegavano in avanti, gli scoprivano il culo e gli allargavano le gambe.
    
    Quindi toccava a me, mentre loro guardavano allupati.
    
    Infilavo cero per cero nei culi delle matricole, facendo sempre attenzione a non far male ma solo a umiliare il più possibile. Vedere tanti buchi del culo che si allargavano per ricevere i miei ceri mi inebriava.
    
    Venti però sono tanti e gli ultimi non mi fecero eccitare. Era come un lavoro…
    
    - Abbassate i vestiti e legate loro le mani dietro la schiena, – disposi. – Tappategli la bocca con un adesivo da pacchi, mettetegli un collare col guinzaglio e portateli di là col guinzaglio. Troverete i cubi che vi ho detto, fateli salire prestando attenzione che non scivolino, ricordate che hanno un cero nel culo. Usate la scaletta piccola.
    
    Uscirono tutti trascinandosi col guinzaglio due o tre ...
    ... matricole a testa, mentre io davo le ultime istruzioni a Valentina.
    
    - Al mio via! dovrete fare in fretta perché avete da prepararne tre a testa. – Le dissi. – Tu devi fare anche da sovrintendente e stare attenta che non vadano oltre certi limiti.
    
    - Sì capo. – Rispose, indicandomi poi Lucia, che era tenuta in disparte. – Tu quand’è che porti di là Lucia e la metti nella gabbia?
    
    - Tra un po’, col tuo aiuto. Gli invitati arriveranno non prima di mezzora e abbiano tutto il tempo.
    
    - La gabbia l’ho fatta mettere in centro come hai detto tu.
    
    - Bene. – conclusi. – Hai il telo verde per coprirla?
    
    - Ah giusto! Sì, è nel borsone.
    
    - Andiamo allora.
    
    Presi Lucia e l’accompagnai alla gabbia in centro alla palestra, mentre i ragazzi stavano sistemando le venti matricole sui cubi. Era bello vedere tante matricole - maschi e femmine - vestite da donna con la gonna lunga, con le mani legate e il cerotto sulla bocca. Davano in senso della sottomissione agli anziani. Fra l’altro i cubi, alti una cinquantina di centimetri in modo che il culo fosse alla giusta altezza per guardarlo, avevano una piccola divisoria in modo che chi vi saliva sopra dovesse tenere le gambe leggermente aperte.
    
    Io, Valentina e Lucia raggiungemmo il centro della sala, dove era stata messa la gabbia. Una volta sul posto, ordinai a Lucia di spogliarsi e lei obbedì pacificamente. Aprii il coperchio e la feci salire con l’aiuto di una scaletta. Poi la feci inginocchiare entro la gabbia e piegare in ...
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