1. L'epopea delle candele - terza e ultima parte.


    Data: 26/02/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark

    ... che è qui al mio fianco.
    
    - Signore e signori – concluse, – ecco a voi l’umiliazione-illuminazione della serata.
    
    Mi fece cenno di proseguire e iniziarono a rullare i tamburi del complesso musicale in sala. I miei ragazzi stavano solo attendendo disposizioni da me. E, quando vidi che tutti avevano rivolto l’attenzione alle varie matricole collocate sui cubi, alzai la mano e l’abbassai velocemente per dare il via all’ordalìa.
    
    Ognuno dei miei sette ragazzi (adesso c’era anche Valentina con loro) fece quello che avevo insegnato loro. Tutti i vestiti avevano un sistema con fili di nailon fatto apposta dal sarto su mio progetto, che terminava con un’asola quasi invisibile dietro al colletto. Prendendo quell’asola e tirandola verso il basso, il vestito si alzava verso l’alto e si stringeva attorno al collo, mettendo in mostra le nudità delle matricole, ognuna delle quali aveva già il cero che io avevo conficcato loro nel culo.
    
    Poi, e questo era il tocco geniale, infilarono l’asola del filo di nailon nel cero, in modo che il vestito restasse su, tenuto dalla candela stessa.
    
    Tutti riuscirono a concludere l’operazione senza intoppi e la ripeterono con tutti gli schiavi di loro competenza.
    
    Nella sala esplose un urlo di stupore e meraviglia che mi riempì di soddisfazione. Le matricole invece stavano vivendo il loro momento più vergognoso della loro storia universitaria, probabilmente il più umiliante di tutta la vita. Ma nessuno si lamentò, un giorno sarebbe toccato ...
    ... a loro stare da questa parte della barricata.
    
    - Prego, abbassate le luci! – Esclamò solennemente la laureata.
    
    Quindi feci nuovamente segno ai miei e in breve accesero tutti i ceri alloggiati nei culi con degli zolfanelli da cucina. L’odore di zolfo degli zolfanelli rendeva più realistica la scena.
    
    Infatti a quel punto la gioia dei presenti fu incontenibile e scoppiarono in un applauso liberatorio, con fischi di piacere che risuonarono nelle orecchie dei minus quam merdam come un inno alla loro totale sottomissione.
    
    - Signore e signori – disse al microfono un altro anziano, – ricordiamo che le matricole possono essere toccate e palpate, ma non masturbate. Quello che consigliamo è di accendersi sigarette, sigari, pipe e quant’altro con la fiammella dei ceri messi in funzione apporta per voi.
    
    - Ora – continuò la laureata, – vi invito a brindare con me, alla mia laurea e ai candelabri umani accesi in mio onore.
    
    Stapparono le bottiglie di spumante e cominciammo a brindare, anche se i più - maschietti e femminucce – preferivano andare ad accendersi le sigarette. Allora, contrariamente da oggi, fumavano quasi tutti. E, accendendosele, ne approfittavano per palparle e godersi quel sesso gratuito e il senso di potere che ti veniva dato dalla sottomissione delle matricole esposte.
    
    Ovviamente avevo disposto che i miei ragazzi facessero attenzione alle matricole che avevamo candelizzato, perché non c’è nulla di più pericoloso di un branco di bastardi che si senta ...
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