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L'epopea delle candele - terza e ultima parte.
Data: 26/02/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark
... autorizzato a fare di tutto. Per questo avevo dato loro un frustino da cavallo. Ufficialmente serviva per colpire le natiche di quegli infelici inculati, in realtà venivano usati per colpire la mani di chi esagerava o faceva di peggio. In tutti i casi, la scena era fantastica, meravigliosa. Venti matricole, 15 femminucce e 5 maschietti, stavano lì esposti con il cero acceso nel culo per sollazzare i presenti invitati alla festa di laurea. I maschietti candelati, è bene precisarlo, avevano un’erezione vergognosa. Non piena magari, ma quanto bastava per far sapere che avere qualcosa nel culo gli faceva provare un innegabile piacere. Le femminucce ebbero presto delle goccioline di rugiada sulla vulva. Avevo pregato Valentina di asciugare quelle che presentassero secrezioni vaginali vistose. Dopo un’ora venne il momento della gabbia. Era il momento di Lucia. Nome in codice Valentina 8. Lucia era nella gabbia da quasi due ore, doveva essere stato un inferno. Poi sentiva che tutti si divertivano per qualcosa che non vedeva, ma che certamente era meno spettacolare di quello che avrebbe subito lei. Io avvertivo tutto questo perché non ho mai perso il contatto con i miei sottoposti. In quanto Padrone, ho delle responsabilità nei loro confronti. La laureata mi diede il via e io feci cenno a Valentina, che venne da me, e al batterista, che avviò il rullo dei tamburi. Una volta al mio fianco, mentre tutti guardavano l’oggetto misterioso, diedi il via a ...
... Valentina. La quale prese il bordo del telo e lo sfilò fino a lasciare la gabbia alla vista di tutti. Gli invitati subito non capirono, ma poco dopo un mormorio di stupore e meraviglie esplose sommesso in sala. Lucia era immobilizzata, legata in posizione fetale come sappiamo, imbavagliata e sodomizzata con un cero che fuorusciva dalla gabbia dalla parte posteriore. Tutti volevano avvicinarsi e studiare bene la scena, ma la festeggiata li fermò dicendo che un po’ alla volta tutti l’avrebbero potuta vedere da vicino. - Calma ragazzi! – Gridò. – Una volta acceso il cero potrete venire ad accendervi le sigarette. Comincio io. Valentina accese uno zolfanello e accese lo stoppino del cero, che usciva dalla gabbia, quindi provò lei stessa ad accendersi da fumare. Espirata un’ampia voluta di fumo, fece l’inchino alla laureata. - Esimia dottoressa – disse, – il cero nel culo candelabro è acceso apposta per lei! La laureata andò ad accendersi la sigaretta facendo una sceneggiata teatrale. Inspirò il fumo a pieni polmoni e lo espirò allargando le braccia. - Signore e signori – disse ai presenti inchinandosi, – potete fumare, con i complimenti del Monopolio di Stato. Tutti si misero in fila per accendersi l’ennesima sigaretta, dopo aver fatto più volte la stessa cosa con le matricole sui cubi. Ma stavolta la vista era davvero unica e spettacolare. - Cosa servono quegli elasticini in cima alle cosce? – Domandò la festeggiata, alla quale avevo già detto ...