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Susanno e i vecchioni - 4
Data: 28/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: IlBaroneRosso
... continuava a segarlo con la mano, quando glielo tirava fuori dalle labbra. E il lavoro delle sue chiappe, allora! Mario gliele pizzicava, ogni tanto le schiaffeggiava, gli aveva spiegato che serviva per rilassarle meglio. Ma a lui piaceva lo stesso, rilassante o meno, era in quel momento il suo signore e padrone, il suo imperatore, che lo stava usando per il suo piacere. Il suo padrone lo stava inculando e lui era orgoglioso, gli piaceva e a lui, proprio al suo signore e padrone, piaceva scoparlo. Punto e basta. Lo sentiva entrare, sentiva il culo riempito dal cazzo di lui, se provava a stringere le chiappe, lo sentiva anche meglio, tutto dentro, tutto gonfio, tutto attaccato all'interno. Non gli veniva nemmeno in mente l'idea di toccarsi, a parte che non aveva mani libere per farlo, ma non ne sentiva il bisogno. Ce l'aveva lì penzoloni, in mezzo alle gambe, né duro né molle. Forse anche il suo cazzo era stupito dalla situazione. E invece sentiva i gridolini di piacere di Mario quando glielo strizzava dentro e quelli di Giulio quando glielo strizzava con le labbra. Poi Mario cominciò a parlare, ad alta voce, a dire quanto stava godendo nel suo culo. - Stringi le chiappe, ragazzino, stringile bene, che mi fai venire, stringi ragazzino, stringi, ah si, che bello. Un po’ imbarazzato, per quella inculata davanti a tutti, lo sentì urlare il suo godimento e poi lo sentì venire dentro di lui e addosso a lui. Mario l’aveva tirato fuori, e subito ...
... Susanna e Rossana presero il bicchiere dove già sul fondo c’era un poco di liquido bianco, per recuperare il seme di Mario, che colava fuori dal suo culo e lungo le cosce, e per raccogliere anche quel poco che dal cazzo di Mario continuava a uscire. Aveva ancora in bocca quello di Giulio ma lo tirò fuori. Quel pompino prolungato l’aveva stancato. - Sei stanco? – gli chiese Giulio. - Sì, un po’, cambiamo posizione. E si sorprese per la spontaneità del suo stesso gesto: si era messo di fianco, con la faccia rivolto verso le due donne, che avevano ripreso il loro sessantanove che le faceva mugolare dal piacere, e con la schiena e il sedere rivolto verso Giulio. Con la mano dietro glielo cercò. Giulio aveva capito: - ti va? - Sì, mi fa un po’ male, ma mi va di prendere il tuo adesso. - Che gioia che sei, ragazzino, adesso te lo do. Anche Giulio si era sputacchiato di saliva: era più grosso, ma entrò facilmente e comincio a scoparlo. Era bello, gli piaceva, gli piaceva proprio, certo gli faceva male, più male di prima, perché Giulio era più grosso e gli dava anche dei colpi più forti, era arrivato più in fondo al culo, e non c'era niente da stringere perché lo sentiva già stretto dentro, già aderiva e strusciava da tutte le parti, ma era grande il piacere, mentale forse, più che fisico, il piacere di soddisfare la voglia anche di Giulio. Che godeva, godeva molto, e glielo stava dicendo. E non si vergognava di fare queste cose davanti a Rossana, che gli ...